Catania città che non dorme mai, sempre attenta al brontolio di sua maestà l’Etna, torna al centro della seconda stagione di Vanina- Un vicequestore a Catania, la serie TV con Giusy Buscemi, in 4 puntate in onda da mercoledì 4 marzo su Canale 5. Una produzione RTI - Palomar, realizzata con il contributo di DGCA- MiC, Regione Siciliana e Sicilia Film Commission, girata nel capoluogo etneo con novanta giorni di set, dal 14 aprile al 26 luglio 2025. Le riprese hanno coinvolto una troupe di 76 professionisti, di cui 26 locali (consulta la nostra scheda SUL SET ), toccando i luoghi più iconici e suggestivi della città.
Con la regia di Davide Marengo e Riccardo Mosca, la serie è tratta dai romanzi della siciliana Cristina Cassar Scalia, che ha collaborato alla sceneggiatura scritta da Leonardo Marini con Debora Alessi e Carlotta Massimi. Nei suoi libri la Sicilia è spesso protagonista, non solo come paesaggio d'ambientazione ma come vero e proprio personaggio che influenza l'evoluzione delle storie.
Le riprese si sono svolte principalmente a Catania, come già accaduto per la prima stagione girata nell’estate 2023, coinvolgendo vari luoghi iconici della città. Dal centro storico sino al mare e all’Etna, diverse le location che fanno da cornice perfetta alle indagini del vicequestore, che, come Montalbano, vive in una cittadina dal nome di fantasia, Santo Stefano, nella realtà Aci Bonaccorsi, comune adagiato su una delle ultime propaggini del versante sud-orientale dell'Etna che formano un altipiano litoraneo alle falde del vulcano. Di Catania, ripresa in lungo e largo, vediamo piazza Mazzini con i suoi portici, che ha ospitato pure i primi ciak della serie, piazza Vincenzo Bellini, sede della squadra che accompagna Vanina Guarrasi nella risoluzione dei casi, il Cimitero monumentale con le sue cappelle gentilizie, le piazze Dante e Federico di Svevia, il Castello Ursino, le chiese San Nicolò l’Arena, San Francesco Borgia, San Giuliano, l’oratorio San Filippo Neri, e ancora la Plaia, Ognina e alcuni dei luoghi caratteristici per le celebrazioni della festa di Sant'Agata, durante la quale in una carrozza viene trovato un uomo ucciso in un lago di sangue.
“È stato bello tornare a Catania per la seconda stagione di Vanina, rientrare in intimità con la città, con le persone che la abitano e che l'affollano, reimmergersi nelle sue vie assolate, ritrovare i locali, gli odori, gli scorci che mi sono sempre restati in testa. Insieme a Giusy Buscemi, agli altri protagonisti della serie e alla troupe abbiamo continuato a inquadrare la città come se non fossimo mai andati via e ancora una volta ci siamo scoperti affascinati e ci siamo ritrovati come a casa” ha sottolineato Davide Marengo, regista di tutta la prima stagione, che qui ha firmato la prima e l’ultima puntata, due episodi collegati da un fil rouge, la banda di carusi che protegge la vicequestore dopo le minacce subite.
Sullo sfondo, l'imponente signora che veglia sulla città, la 'Muntagna', sua maestà l'Etna:
“È stato emozionante tornare ad alzare gli occhi verso l’Etna, che incombe in ogni scorcio e che non si spegne mai - ha aggiunto Marengo - Ma anche ritrovare quel mare blu che lambisce la città senza renderla mai davvero località marittima. Il posto giusto per Vanina, un personaggio che sembra animato dalle stesse contraddizioni della città: inquieta e vitale, piena di ombre e di luce. Il posto giusto per vivere le sue nuove avventure”.
Co-regista della seconda stagione Riccardo Mosca, che ha detto di essere entrato in punta di piedi nel racconto, assecondando facilmente l’anima dei personaggi che gli attori avevano già ben metabolizzato. Rispetto alle location si è dichiarato da sempre innamorato della Sicilia: "Scoprirne la parte Orientale, con i colori così particolari della sua terra e del suo mare, è stato come un colpo di fulmine. Anche per questo mi sono gettato a capofitto sul lavoro, provando a dare spazio da un lato all’Etna, la “Muntagna”, con i suoi casolari isolati, i pendii disseminati di una vegetazione incredibile e dall’altro al trafficatissimo lungomare di Catania sempre pieno di vita e alle strade del centro, strabordanti di barocco”.
Catania, ha aggiunto, è innanzitutto una città sempre in movimento, perfetta per le storie raccontate, per quell’alternanza di delitti intricati ed eventi personali emozionanti e avvincenti, tutti vissuti all’ombra di quella sorta di nume tutelare che è l’Etna.
All'apparenza la vicequestore alla mobile di Catania Vanina Guarrasi (Giusy Buscemi) è la stessa di sempre: fiuto infallibile nelle indagini, determinazione, generosità e tempra d’acciaio. Nel cuore della vicequestore, però, qualcosa è cambiato: la paura, che dopo l’omicidio del padre ha determinato tutte le sue scelte, ha lasciato il posto al desiderio di essere nuovamente felice e ricominciare da capo. E così, dopo la sua fuga da Palermo, Vanina ha deciso di fermarsi, di non scappare più e dare finalmente una seconda possibilità alla sua storia d’amore con il magistrato antimafia Paolo Malfitano (Giorgio Marchesi), che le ha promesso di lasciare l’Antimafia di Palermo e voltare pagina insieme a lei, non prima, però, di aver arrestato Salvatore Fratta, l’ultimo degli assassini di suo padre ancora a piede libero.