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‘Tienimi presente’, da Venezia e Roma ad Aversa l’esordio alla regia di Alberto Palmiero

25-02-2026 Vania Amitrano Tempo di lettura: 4 minuti

Venezia, Roma, Aversa: i luoghi in Tienimi presente, esordio alla regia di Alberto Palmiero vincitore del Premio Miglior Opera Prima Poste Italiane, sono più che una localizzazione geografica, ma disegnano un vero percorso interiore che rappresenta la difficoltà di una generazione attraverso il cinema.

Tienimi presente

Con Tienimi presente Palmiero trasforma un’esperienza personale in un’opera filmica che riflette le difficoltà non solo di un settore, quello cinematografico, ma di un’intera generazione, quella dei trentenni alle prese con grandi sfide performative e la difficoltà di misurare i propri sogni con la realtà. Nato da un disagio personale - l’insoddisfazione del giovane regista di fronte agli ostacoli incontrati nel realizzare il suo primo film - il progetto che Palmiero aveva inizialmente pensato come documentario, grazie all’ingresso dei produttori, tra cui anche Marco Bellocchio con Simone Gattoni e Gianluca Arcopinto, si è trasformato in un lungometraggio di finzione.

Tutto prende le mosse da Venezia, nel contesto prestigioso della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica che annualmente si svolge al Lido. Da lì comincia il percorso di Alberto Palmiero, anche interprete protagonista della sua storia scritta insieme a Davide de Rosa. Una delusione, l’ennesimo rifiuto da parte del mondo del cinema riportano il protagonista in una Roma che pare sempre meno accogliente ed accessibile.

Per questo Alberto decide di tornare nella sua città natale, Aversa, una provincia dai ritmi molto diversi rispetto alla grande metropoli, ma che garantisce all’aspirante regista il conforto di volti amici e ambienti familiari. Ed è da qui che, tra le strade note e i luoghi comuni di provincia, Alberto ritrova il senso della sua passione e comprende che non solo è necessario sopravvivere ad una delusione ma che è anche possibile trasformarla in qualcosa di nuovo e di generativo. La sua esperienza e la sua ricerca di identità sono forse la base per il giusto racconto cinematografico da realizzare anche con gli scarsi mezzi che ha a disposizione.

Tienimi presente nasce da un periodo psicologicamente complesso della mia vita. Racconta ciò che è accaduto quando ho deciso di abbandonare il cinema e tornare a vivere dai miei genitori – racconta Alberto Palmiero - È stato scritto nei luoghi della mia infanzia, mentre cercavo di trasformare la frustrazione del ritorno in qualcosa di costruttivo”.

Le location di Tienimi presente

Palmiero gira proprio ad Aversa, città della provincia campana da cui proviene. Non una location esotica, non un paesaggio pittoresco vendibile in cartolina. Uno spazio concreto, quotidiano, ordinario, con le sue strade familiari, i suoi ritmi lenti e i suoi interni domestici difficili da rendere cinematograficamente. Ed è stato proprio questo limite che ha donato tutta la poetica e la leggera ironia del film: “Dovevamo cercare di far diventare belli dei posti che non potevamo troppo modificare, su cui non potevamo intervenire”, racconta il regista.

Le scarse risorse economiche con cui il progetto è inizialmente partito gli hanno imposto di girare con una troupe ridottissima, spesso solo il regista e l'aiuto regista, L’ approccio documentaristico è diventato una scelta estetica precisa in cui è la macchina da presa ad adattarsi ai luoghi, non il contrario. Aversa fa da contraltare familiare e a un mondo più patinato ma distante: Venezia, con il frenetico ed eccitante via vai del Lido durante il periodo della Biennale Cinema e l’affascinate set romano in cui Marco Bellocchio gira alcune scene cardine della serie Portobello con Fabrizio Gifuni.

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