Jatimari - Il rifugio è stato girato tra i boschi delle Madonie, in provincia di Palermo. Il titolo stesso, Jastimari, parola di origine siciliana che significa “maledire”, sottolinea il carattere arcaico e rituale della storia, ambientata in luoghi popolati da riti e leggende. Il film è in parte recitato in arbëreshe, un’antica lingua di minoranza etno-linguistica albanese storicamente usata in Italia meridionale. Una scelta stilistica che contribuisce a costruire un’atmosfera sospesa e fuori dal tempo.
Jatimari - Il rifugio è stato girato tra i boschi delle Madonie, in provincia di Palermo. Il titolo stesso, Jastimari, parola di origine siciliana che significa “maledire”, sottolinea il carattere arcaico e rituale della storia, ambientata in luoghi popolati da riti e leggende. Il film è in parte recitato in arbëreshe, un’antica lingua di minoranza etno-linguistica albanese storicamente usata in Italia meridionale. Una scelta stilistica che contribuisce a costruire un’atmosfera sospesa e fuori dal tempo.
Nelle remote Madonie siciliane, tra boschi secolari e silenzi carichi di presagi, Lele, un bambino di dieci anni e suo fratello Angelo vivono isolati in una fattoria con i loro genitori, seguendo rigide regole per sopravvivere a un mondo esterno divenuto ormai troppo pericoloso. Un giorno, l’arrivo di un uomo con le sue figlie infrange il fragile equilibrio dell’intera famiglia. Presto, nulla sarà più come prima, i nuovi membri porteranno disordine e riveleranno a Lele ed Angelo la tragica verità sui loro genitori. La scoperta scatenerà una violenta reazione a catena che culminerà in uno scontro. Il male che hanno cercato in tutti i modi di evitare si è impossessato anche di loro.