ePrivacy and GPDR Cookie Consent management by TermsFeed Privacy Generator Il quieto vivere | Le location del film su Italy for Movies

Il quieto vivere

Genere

Documentario di finzione

Cast

Maria Luisa Magno, Immacolata Capalbo, Andrea Gianni Magno, Antonietta Giuseppina Mancuso

Regia

Gianluca Matarrese

Il quieto vivere

Genere

Documentario di finzione

Cast

Maria Luisa Magno, Immacolata Capalbo, Andrea Gianni Magno, Antonietta Giuseppina Mancuso

Regia

Gianluca Matarrese
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Dove è stato girato 'Il quieto vivere'

Il Quieto Vivere racconta una guerra di famiglia, ma non una famiglia qualsiasi, proprio quella del regista. Protagoniste del film diretto da Gianluca Matarrese e da lui scritto con Nico Morabito, sono infatti le sue stesse cugine, Maria Luisa Magno e Imma Capalbo (cognate tra loro), sua madre Carmela Magno e le zie Concetta e Filomena, i cugini Sergio Turano e Giorgio Pucci e tutti i parenti del Cozzo.

Anche le ambientazione sono quelle reali del paese di origine del regista in Calabria. Il Cozzo è un borgo calabrese dove vivono i parenti del regista, ed è il luogo reale che fa da sfondo all'intera vicenda. L'unico set in cui sono ambientate le sole scene di finzione del film è a Sibari, nel teatro del parco archeologico che fa da sfondo al prologo e all'epologo della storia.

Il Quieto Vivere il film è girato interamente on location, con inquadrature "pittoriche" della campagna alternate a riprese ravvicinate negli spazi interni come la palazzina di famiglia, teatro della guerra annosa tra cognate, con i cortili e le cucine delle case, luoghi dove la faida familire viene alimentata. 

"Il film si ispira a persone e fatti reali. 'Il Cozzo' esiste davvero: è il luogo dove vivono i miei parenti - spiega il regista Gianluca Matarrese - Anche se sono nato e cresciuto a Torino, le mie radici sono in Calabria, terra d’origine dei miei genitori. Il mondo che descrivo è un microcosmo arcaico, chiuso agli stimoli esterni, che si autoalimenta di forze interne. Qui abitano personaggi al limite del paradosso, appartenenti a una galleria di archetipi calabresi. Questi individui si trovano a vivere situazioni assurde e amaramente comiche, che danno al film, impostato su un realismo sociale, quei toni di farsa tipici della black comedy. In Calabria, terra del sud più profondo, si urla sempre: c’è chi sbaglia, chi si offende, chi viene condannato. Il conflitto è necessario per ristabilire la pace e mantenere un equilibrio precario. E tutto questo è sacro, perché fa parte del 'quieto vivere'"

"Usando l’esperienza del documentario, arricchita da tecniche di immersione proprie del lavoro laboratoriale con attori professionisti, ma impiegando attori non professionisti, cioè la mia famiglia, ho voluto costruire una finzione 'vera', dai toni di un cinema del reale. Un gioco familiare, ma condotto con rigore. Non si è trattato di inserire attori in una realtà ricostruita (un set) da filmare dall’esterno: al contrario, il processo è stato inverso e mimetico - continua il regista - Il film è girato interamente on location, valorizzando il territorio calabrese senza cadere nella cartolina. L'attenzione è rivolta ai dettagli che definiscono questo universo chiuso, alternando inquadrature sporche e ravvicinate a campi fissi e pittorici della natura rurale".

Dove è stato girato 'Il quieto vivere'

Il Quieto Vivere racconta una guerra di famiglia, ma non una famiglia qualsiasi, proprio quella del regista. Protagoniste del film diretto da Gianluca Matarrese e da lui scritto con Nico Morabito, sono infatti le sue stesse cugine, Maria Luisa Magno e Imma Capalbo (cognate tra loro), sua madre Carmela Magno e le zie Concetta e Filomena, i cugini Sergio Turano e Giorgio Pucci e tutti i parenti del Cozzo.

Anche le ambientazione sono quelle reali del paese di origine del regista in Calabria. Il Cozzo è un borgo calabrese dove vivono i parenti del regista, ed è il luogo reale che fa da sfondo all'intera vicenda. L'unico set in cui sono ambientate le sole scene di finzione del film è a Sibari, nel teatro del parco archeologico che fa da sfondo al prologo e all'epologo della storia.

Il Quieto Vivere il film è girato interamente on location, con inquadrature "pittoriche" della campagna alternate a riprese ravvicinate negli spazi interni come la palazzina di famiglia, teatro della guerra annosa tra cognate, con i cortili e le cucine delle case, luoghi dove la faida familire viene alimentata. 

"Il film si ispira a persone e fatti reali. 'Il Cozzo' esiste davvero: è il luogo dove vivono i miei parenti - spiega il regista Gianluca Matarrese - Anche se sono nato e cresciuto a Torino, le mie radici sono in Calabria, terra d’origine dei miei genitori. Il mondo che descrivo è un microcosmo arcaico, chiuso agli stimoli esterni, che si autoalimenta di forze interne. Qui abitano personaggi al limite del paradosso, appartenenti a una galleria di archetipi calabresi. Questi individui si trovano a vivere situazioni assurde e amaramente comiche, che danno al film, impostato su un realismo sociale, quei toni di farsa tipici della black comedy. In Calabria, terra del sud più profondo, si urla sempre: c’è chi sbaglia, chi si offende, chi viene condannato. Il conflitto è necessario per ristabilire la pace e mantenere un equilibrio precario. E tutto questo è sacro, perché fa parte del 'quieto vivere'"

"Usando l’esperienza del documentario, arricchita da tecniche di immersione proprie del lavoro laboratoriale con attori professionisti, ma impiegando attori non professionisti, cioè la mia famiglia, ho voluto costruire una finzione 'vera', dai toni di un cinema del reale. Un gioco familiare, ma condotto con rigore. Non si è trattato di inserire attori in una realtà ricostruita (un set) da filmare dall’esterno: al contrario, il processo è stato inverso e mimetico - continua il regista - Il film è girato interamente on location, valorizzando il territorio calabrese senza cadere nella cartolina. L'attenzione è rivolta ai dettagli che definiscono questo universo chiuso, alternando inquadrature sporche e ravvicinate a campi fissi e pittorici della natura rurale".

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Scheda tecnica

Genere
Documentario di finzione
Regia
Gianluca Matarrese
Cast
Maria Luisa Magno, Immacolata Capalbo, Andrea Gianni Magno, Antonietta Giuseppina Mancuso
Paese di produzione
Italia - Svizzera
Anno
2025
Anno di ambientazione
Giorni nostri
Produzione

Il Quieto Vivere è una co-produzione Faber Produzioni e Stemal Entertainment con Rai Cinema / Elefant Films con RSI, prodotto da Donatella Palermo con Alex Iordachescu, in collaborazione con la Calabria Film Commission e uscirà in sala dal 12 marzo, distribuito da Luce Cinecittà.

Trama

Ogni famiglia è infelice a modo suo, soprattutto quelle costrette a convivere nella stessa palazzina di un borgo calabrese dove l’odio si tramanda come un’eredità. In questa famiglia, la più infelice è Luisa Magno: 50 anni, ribelle, precaria, madre affettuosa ma in guerra con tutti. Soprattutto con Imma, la cognata: più giovane, più bella, più inserita, e ormai sua ossessione quotidiana. Imma, dal canto suo, si sente vittima di un’ingiusta persecuzione. Se lei racconta per ore le angherie subite, Luisa taglia corto: Imma è solo una poco di buono. Mentre le due donne si sfidano tra denunce e insulti, tre zie anziane, un coro tragicomico, cercano disperatamente di riportare la pace. Il loro tentativo prende la forma di un “processo” familiare, a metà tra rito sacrificale, terapia di gruppo e tarantella purificatoria. Luisa e Imma si affrontano nel duello finale, in un crescendo dove realtà e finzione si confondono. Il quieto vivere è una commedia feroce che esplora l’anticamera del crimine: quel punto di rottura in cui tutto può succedere, ma ancora non è successo.

Le location

Cosenza
Regione: Calabria Tipologia: Città Territorio: collina

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