CANNES - Al secondo giorno di programmazione del 79° Festival di Cannes ecco comparire un po' del nostro Paese nel film La vie d'une femme (A Woman's Life) di Charline Bourgeois-Tacquet. La pellicola in competizione per la Palma d'oro 2026 vede protagonista Léa Drucker nei panni di una chirurga maxillo-facciale la cui vita con estrema naturalezza sconvolge ogni canone di genere. Nel corso della sua storia il personaggio di Drucker incontra non solo lo scrittore Erri De Luca, in pratica nel ruolo di se stesso, ma chiude una parte del tortuoso percorso della vita della protagonista proprio a Torino.
Gabrielle (Léa Drucker) ha una vita complessa, è una chirurga, primaria del reparto ospedaliero in cui lavora, ed è una donna che ha imparato a farsi costantemente carico delle vite delle persone che la circondano tenendo insieme un complesso sistema di affetti e responsabilità, con una frenetica disinvoltura. Non ha molto tempo per la propria vita privata: un marito affettuoso, una madre che dipende dalle sue cure, una sorella, due figli acquisiti dal matrimonio e un collega, amico fraterno, indispensabile presenza nella sua vita professionale. Questa però è esattamente la vita che Gabrielle ha consapevolmente scelto e che non rifiuta in nessuna sua forma. Un giorno una scrittrice viene ad osservarla al lavoro per raccogliere materiale per un suo libro, Frida (Mélanie Thierry) riesce a sconvolgere il fragile equilibrio dell'articolata vita di Gabrielle.
La vie d'une femme (A Woman's Life) è un racconto che colpisce per la naturalezza con cui presenta un personaggio che ribalta completamente ogni stereotipo dei ruoli di genere. Gabrielle è una professionista, una dirigente che ha scelto di non avere figli, ma capace di tenere insieme diversi aspetti della vita privata e lavorativa in maniera, non a caso, quasi chirurgica. La sua complessità non è caos, sebbene disorienti lo spettatore per la concitazione delle sue giornate e stupisca per la competenza con cui gestisce ogni situazione. Fino a quando un sentimento nuovo giunge a rivelare quell'aspetto fragile e più umano che appartiene anche a lei.
Nel suo percorso insieme a Frida Gabrielle incontra anche uno scrittore, è Erri De Luca, che vive isolato in una baita sulle Alpi francesi. L'autore in un paio di sequenze si racconta in italiano, parla della propria arte proprio come se si trattasse di una intervista reale. Il personaggio di De Luca accoglie le due donne con uno sguardo comprensivo e sembra leggere le loro strade sui loro volti. La vie d'une femme (A Woman's Life), coproduzione franco-belga, si chiude infine poi a Torino, sulle rive del Po, tra le colonne di via Carlo Alberto e sullo sfondo del Teatro Regio.