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‘Un tranquillo funerale di famiglia’, lo slapstick di Massimiliano Bruno declinato all’italiana

25-10-2026 Vania Amitrano Tempo di lettura: 6 minuti

Uno slapstick per ridere: questo l’intento puro di Massimiliano Bruno nel realizzare Un tranquillo funerale di famiglia, film presentato alla XXI Festa del Cinema di Roma e al cinema dal 29 ottobre con un cast che il regista non esita a definire una vera nazionale di attori. Tratto da Death at a Funeral (Funeral Party) di Frank Oz, il film è una commedia brillante che adatta il classico dark humor britannico alla commedia italiana.

“Rispetto a tanti miei film precedenti, Un tranquillo funerale di famiglia ha un solo grande obiettivo: la comicità. È un film divertente, basato sul ritmo, sulle trovate di sceneggiatura, sulle performance degli attori e sul politicamente scorretto. È la prima volta che affronto una storia dove il ‘ridere per ridere’ è la qualità stessa del film e francamente mi sono divertito tantissimo a girarlo”, dice Bruno.

Un tranquillo funerale di famiglia

La storia è semplicissima e al tempo stesso foriera delle occasioni comiche più scorrette e divertenti. Una famiglia si riunisce per la commemorazione funebre del padre. Ci sono una moglie inconsolabile (Stefania Sandrelli), una figlia (Claudia Pandolfi), tanto addolorata quanto delusa dal suo ruolo in famiglia e nella vita, un figlio (Pietro Sermonti) regista narcisista adorato dalla madre e un contorno di parenti stretti dei più disparati. Insieme si riuniscono nella bella e lussuosa villa del defunto. L’incontro fa da detonatore delle più bizzarre situazioni e tra equivoci grotteschi tutti finiscono col dover fare i conti con la scoperta degli inconfessabili segreti del patriarca defunto.

Un tranquillo funerale di famiglia rivendica il diritto della commedia di fare del politicamente scorretto uno strumento più che legittimo per suscitare ilarità: “La commedia di per sé è politicamente scorretta, è uno scherzo, e bisogna stare molto attenti a cercare di non tarpare lo scherzo. Il giullare di corte faceva ridere anche il sovrano. E quindi credo che, in qualche modo, noi siamo dei giullari che portano un senso di comicità, dove vale tutto”, spiega Bruno alla presentazione del film a Roma.

In questo modo, con un attento bilanciamento tra macchiette e ruoli drammaticamente comici, tra esasperazione della realtà e credibilità, Un tranquillo funerale di famiglia si prende la libertà di scherzare anche su temi più delicati, di osservare e mettere in discussione ogni situazione anche con la consapevolezza di essere divisivi, in un gioco corale a cui prendono parte Claudia Pandolfi, Pietro Sermonti, Stefania Sandrelli, Diego Abatantuono, Stefano Fresi nei panni di Osvaldo, Dino Abbrescia, Beatrice Arnera, Giulia Vecchio, Edoardo Ferrario, Carlo Amleto, Alessandro Mauthe e Carlo Buccirosso.

La villa come contenitore di frustrazioni che si scontrano

Il funerale è forse tra i più classici temi comici che ci siano. Momento doloroso per eccellenza, per contrappunto è anche tra le situazioni più ilari perché mischia la solennità irreversibile della morte alla totale imprevedibilità dei vivi. In questo senso il luogo in cui ciò avviene è fondamentale per creare le giuste premesse alla satira.

Un tranquillo funerale di famiglia si svolge quasi interamente in una grande villa circondata da un giardino rigoglioso fatta di diversi ambienti che danno spunto alle situazioni più imprevedibili e incontrollate. C’è un grande salone che accoglie naturalmente la bara del defunto e lascia spazio ai congiunti di interagire tra loro, mentre le interazioni diventano una occasione comica delle più brillanti. In una cucina assai ben attrezzata si aggirano personale e parenti con la massima libertà e grazie ad essa il cibo diventa uno dei più efficaci ossimori comici. Nel solenne e appartato studio del patriarca vengono poi a galla segreti inconfessabili e i personaggi danno sfogo alle azioni più bizzarre. E l'ampio giardino si presta aessere il luogo della follia più incontrollata.

Un tranquillo funerale di famiglia  (scheda set) è ambientato nella provincia di Roma, nel frosinate, ed è stato girato anche ad Anzio, Cerveteri e Gaeta. Ma è soprattutto la dimensione domestica e raccolta dell'ambientazione, che ha contribuito tanto durante le fasi di ripresa per tutto il cast quanto nella storia a creare una situazione quasi teatrale, irriverente e umoristica. La villa è lo spazio condiviso nel quale i personaggi si incontrano, si scontrano e diventano progressivamente protagonisti di un crescendo di situazioni paradossali.

Nella villa “c’era questa atmosfera un po’ da gita di classe, perché abbiamo girato diverse settimane nella stessa location e a un certo punto sembrava veramente il campo scuola. È stato divertentissimo”, racconta Edoardo Ferrario, che sottolinea anche l'esilarante fatica di aver dovuto percorrere anche 20.000 passi al giorno all’inseguimento delle follie messe in scena dal personaggio di Beatrice Arnera.

Un tranquillo funerale di famiglia è presentato da No Name Entertainment e Rai Cinema in associazione con Sony Pictures International Productions, prodotto da No Name Entertainment con Rai Cinema, e uscirà nei cinema il 29 ottobre 2026 distribuito da 01 Distribution.

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