La serie Rai Le libere donne, diretta da Michele Soavi in 6 episodi, è tratta da Le libere donne di Magliano (Mondadori) scritto dallo psichiatra Mario Tobino, che negli ultimi anni della seconda guerra mondiale fu attivo nell'ospedale psichiatrico di Maggiano in provincia di Lucca, sfidandone le regole repressive. Sorto nell'ex Monastero dei Canonici Lateranensi di Santa Maria di Fregionaia l'ospedale psichiatrico di Maggiano è rimasto attivo fino al 1999.
Ambientata fra Lucca e Viareggio durante la seconda guerra mondiale, la serie segue Mario Tobino (Lino Guanciale), uno psichiatra non convenzionale con una passione per la poesia, mentre sfida le regole repressive dell’ospedale psichiatrico femminile di Maggiano per salvaguardare la dignità delle sue pazienti. Alcune delle pazienti dell'ospedale loro hanno trovato conforto nella follia come unica forma di libertà cui aspirare, mentre altre sono state ingiustamente recluse solo perché hanno osato affermare il loro spirito libero. Mario vive all'interno del manicomio confrontandosi e a volte scontrandosi con i diversi approcci dei suoi colleghi. In particolare, trova un alleato nel dottor Anselmi (Fabrizio Biggio), giovane medico schietto e altruista, con il quale riuscirà anche a instaurare un sincero rapporto di amicizia e fiducia.
La vita di Mario prende una svolta inattesa quando nel manicomio arriva Margherita Lenzi (Grace Kicaj), una giovane e bella ereditiera rinchiusa nell’ospedale dal marito, contro la sua volontà: ma è veramente pazza come dicono o è solo vittima di un uomo violento? Mario inizierà un'avvincente ricerca della verità, ritrovandosi combattuto tra un sentimento intenso e inaspettato per Margherita e un amore antico che torna dal passato, quello per Paola Levi, diventata, nel frattempo, una staffetta partigiana.
Scritta da Peter Exacoustos e Laura Nuti, la serie è un avvincente dramma storico-sentimentale che esplora il sottile confine tra passione e follia, affrontando la contrapposizione fra conformismo e individualità. Realizzata con il patrocinio del Comune di Lucca e con la collaborazione della "Fondazione Mario Tobino ETS".
La principale location romana il l'ex ospedale Carlo Forlanini : "Gli interni sono stati ricostruiti a Roma, in particolare quelli delle case dei protagonisti, e nel celebre Forlanini, nella sua parte antica che comprende un emiciclo bellissimo dove abbiamo aggiunto di volta in volta acqua, pioggia, neve o altri elementi per renderlo una fiaba cinematografica non respingente – dice il regista Michele Soavi.
Le scene ambientate a Viareggio sono invece un mix di più location. Per una parte del racconto è stato utilizzato il Cinema Teatro di Castel Madama, comune della città metropolitana di Roma, situato nella valle dell'Aniene tra i monti Prenestini e quelli Tiburtini, che nella finzione scenica è il cinema legato ai partigiani dove Mario più volte incontra Paola Levi. Il lungomare della città toscana è invece quello di Ostia, sul litorale romano, tra lo spazio antistante piazza dei Ravennati e il pontile.
I set esterni sono allestiti a Monteroni d’Arbia, in provincia di Siena, tra la strada che conduce alla tenuta di Corsano e alcune strade panoramiche della zona, e nel centro storico di Lucca tra piazza San Martino, piazza Bernardini, via del Gallo, via Cesare Battisti, via san Giorgio, via dei Bacchettoni e Palazzo Ducale.
Tutte le case dei protagonisti e gli scorci sono a Lucca e alle Crete senesi, che è un paesaggio molto bello per cui la Toscana è rinomata: campi sterminati con i cipressi che sembrano dei pennelli e sono una metafora della profondità perché presenti nei cimiteri" dice il regista.
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Ambientata fra Lucca e Viareggio durante la seconda guerra mondiale, la serie segue Mario Tobino (Lino Guanciale), uno psichiatra non convenzionale con una passione per la poesia, mentre sfida le regole repressive dell’ospedale psichiatrico femminile di Maggiano per salvaguardare la dignità delle sue pazienti. Alcune delle pazienti dell'ospedale loro hanno trovato conforto nella follia come unica forma di libertà cui aspirare, mentre altre sono state ingiustamente recluse solo perché hanno osato affermare il loro spirito libero. Mario vive all'interno del manicomio confrontandosi e a volte scontrandosi con i diversi approcci dei suoi colleghi. In particolare, trova un alleato nel dottor Anselmi (Fabrizio Biggio), giovane medico schietto e altruista, con il quale riuscirà anche a instaurare un sincero rapporto di amicizia e fiducia.
La vita di Mario prende una svolta inattesa quando nel manicomio arriva Margherita Lenzi (Grace Kicaj), una giovane e bella ereditiera rinchiusa nell’ospedale dal marito, contro la sua volontà: ma è veramente pazza come dicono o è solo vittima di un uomo violento? Mario inizierà un'avvincente ricerca della verità, ritrovandosi combattuto tra un sentimento intenso e inaspettato per Margherita e un amore antico che torna dal passato, quello per Paola Levi, diventata, nel frattempo, una staffetta partigiana.
Scritta da Peter Exacoustos e Laura Nuti, la serie è un avvincente dramma storico-sentimentale che esplora il sottile confine tra passione e follia, affrontando la contrapposizione fra conformismo e individualità. Realizzata con il patrocinio del Comune di Lucca e con la collaborazione della "Fondazione Mario Tobino ETS".
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Le scene ambientate a Viareggio sono invece un mix di più location. Per una parte del racconto è stato utilizzato il Cinema Teatro di Castel Madama, comune della città metropolitana di Roma, situato nella valle dell'Aniene tra i monti Prenestini e quelli Tiburtini, che nella finzione scenica è il cinema legato ai partigiani dove Mario più volte incontra Paola Levi. Il lungomare della città toscana è invece quello di Ostia, sul litorale romano, tra lo spazio antistante piazza dei Ravennati e il pontile.
I set esterni sono allestiti a Monteroni d’Arbia, in provincia di Siena, tra la strada che conduce alla tenuta di Corsano e alcune strade panoramiche della zona, e nel centro storico di Lucca tra piazza San Martino, piazza Bernardini, via del Gallo, via Cesare Battisti, via san Giorgio, via dei Bacchettoni e Palazzo Ducale.
Tutte le case dei protagonisti e gli scorci sono a Lucca e alle Crete senesi, che è un paesaggio molto bello per cui la Toscana è rinomata: campi sterminati con i cipressi che sembrano dei pennelli e sono una metafora della profondità perché presenti nei cimiteri" dice il regista.
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