Il nucleo moderno della città di Caserta nacque a cavallo tra ‘600 e ‘700, a pochi chilometri dalla città antica, oggi frazione di Caserta nota come Casertavecchia. L'intero territorio, infatti, venne venduto ai Borbone di Napoli dai Caetani, che l’avevano acquisito nel 1619 grazie all’unione con gli Acquaviva. A metà Settecento, Carlo I decise di costruire una nuova Reggia lontano dal mare, nell’entroterra, per allontanarsi dal possibile attacco navale francese. Fu così che attorno alla celebre Reggia di Caserta, progettata da Luigi Vanvitelli, si sviluppò la città moderna di Caserta. Sul finire del secolo, peraltro, re Ferdinando IV fece costruire in località San Leucio un’altra residenza annessa a una fabbrica tessile, con belvedere affacciato sulla stessa reggia costruita dal padre e sul golfo di Napoli. Qui il re, per gli operai, fece costruire i quartieri San Carlo e San Ferdinando, imponendo la rinuncia a ogni lusso e l’uguaglianza economica degli abitanti, in un’utopia che prevedeva il sostentamento esclusivo attraverso la fabbrica.
Entrata nel Regno d’Italia, Caserta è diventata capoluogo di provincia dopo la Seconda guerra mondiale e nei decenni successivi, quelli del boom economico, venne estesa alla realtà attuale.
Tra i monumenti, oltre alla Reggia e al palazzo Belvedere di San Leucio con l’identitario Arco Borbonico, la Caserta moderna conserva la cattedrale di San Michele Arcangelo, costruita tra fine Settecento e inizio Ottocento trasformando la piccola chiesa di san Sebastiano; piazza Dante, già dei Quattro Canti, caratterizzata da quattro edifici porticati, in direzione della Reggia; piazza Vanvitelli, con il cinquecentesco palazzo Acquaviva e col monumento a Luigi Vanvitelli (1879); l'Arco di Trionfo del Monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale (1935).
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