Calato il sipario sui Giochi Invernali di Milano-Cortina (6-22 febbraio 2026) Rai 1 propone in prima serata una storia di sport e fair play olimpico. Lunedì 23 febbraio andrà infatti in onda Rosso volante, film tv che racconta le imprese sportive di Eugenio Monti pilota di bob a due, tra più grandi campioni italiani di sport invernali di tutti i tempi. Rosso Volante che dà il titolo al film è il soprannome che gli attribuì il grande giornalista sportivo Gianni Brera.
Il film è diretto da Alessandro Angelini su una sceneggiatura di Silvia Napolitano, Giorgio Pasotti e Valerio Bariletti ed è liberamente ispirato all’opera letteraria Rosso Ghiaccio: Eugenio Monti, dietro la leggenda di Stefano Rotta.
Rosso Volante è stato inserito nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026
“Le Olimpiadi di Cortina sono state l’occasione giusta per raccontare la storia di Eugenio Monti, la sua vita e il suo esempio che si sta perdendo. Le Olimpiadi fanno emergere quegli sport di cui nessuno parla per quattro anni, e mostrano le gesta di atleti che passano la vita a rincorrere una medaglia. Il talento di Eugenio Monti consisteva nel riuscire in qualunque impresa, fino a quando non ha conosciuto la moglie. I sentimenti portano ad essere più razionali, a perdere quella ferocia, quel rischio che ti fa recuperare qualche centesimo sugli avversari” rivela Giorgio Pasotti.
Nel 1964, a 36 anni, il campione di bob Eugenio Monti vuole tentare l’impresa di vincere l’oro ai Giochi Olimpici invernali di Innsbruck, unico riconoscimento assente nel suo ricchissimo palmares. Il traguardo gli sfugge quando, nonostante un tempo eccezionale, decide di cedere il suo bullone al rivale Tony Nash permettendo al duo inglese di gareggiare e vincere l’oro. Per il suo eccezionale esempio di fair play, il Comitato Olimpico Internazionale istituisce il trofeo Pierre De Coubertin, considerato la più alta onorificenza per un atleta, e lo attribuisce a Monti. Il film racconta il percorso che porterà il "Rosso Volante" a vincere la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Grenoble nel 1968. Quattro anni di tenacia, cadute e speranze di un campione di grande talento che ha sempre sfidato la vita.
Giorgio Pasotti ritaglia per sé il ruolo del protagonista, affiancato da Andrea Pennacchi nei panni di Gianni Brera, Denise Tantucci in quella della futura moglie Linda Lee.
Pasotti è diventato un tutt’uno con il personaggio, ne ha espresso le ossessioni, il rapporto con la famiglia, con le donne – ha raccontato la sceneggiatrice Silvia Napolitano. – Ci siamo presi delle libertà, come quella dell’incontro con Linda che nella realtà avvenne un anno la vittoria dell’oro olimpico. Noi lo abbiamo anticipato”.
Nel cast anche Maurizio Donadoni, Stefano Scandaletti, Michela Martini, Alessandro Bressanello, Daniele De Angelis, Vittorio Hamarz Vasfi.
Eugenio Monti nacque a Dobbiaco, in Val Pusteria, il 23 gennaio 1928. Ex sciatore, iniziò la suo percorso con il bob a seguito di alcuni gravi infortuni sugli sci, divenendo uno dei bobbisti più titolati di tutti i tempi. Nel suo palmarès, 9 ori mondiali e 6 medaglie olimpiche.
Fu notato dal giornalista Gianni Brera che, per il colore dei capelli e la grinta, lo soprannominò ‘Rosso volante’.
Lo stesso amore per la velocità e il rischio che lo contraddistingueva sugli sci e con il bob lo portò, alla metà degli anni Cinquanta, a partecipare ad alcune gare automobilistiche.
Alle Olimpiadi Invernali di Cortina del 1956 partiva favorito, ma dovette accontentarsi del secondo posto sia nel bob a due sia in quello a quattro. A Innsbruck nel 1964 per entrambe le discipline ottenne il bronzo. Ma fu proprio durante la gara di bob a due che, mentre era in testa alla classifica provvisoria, evitò il ritiro dei rivali inglesi fornendo loro un pezzo di ricambio che li portò alla vittoria. Un gesto che gli permise di ottenere il premio per il fair play intitolato a Pierre de Coubertin. L’agognato oro arrivò 4 anni dopo, a 40 anni, ai Giochi olimpici di Grenoble.
Terminata la carriera agonistica, rimase nel mondo del bob come direttore agonistico della nazionale azzurra, e si occupò degli impianti di risalita a Cortina d'Ampezzo. Fu sposato con la statunitense Linda Lee Constantine, da cui ebbe due figli.
Il 30 novembre 2003 dopo varie vicende dolorose, tra cui la perdita di un figlio, e malato di Parkinson, decise di mettere fine alla sua vita con un colpo di pistola alla testa. Si spense il giorno dopo in ospedale a Belluno a 75 anni. La pista di bob di Cortina d’Ampezzo è intitolata a lui.
Le riprese di Rosso Volante si sono svolte a Cortina d’Ampezzo a maggio 2025 e sono durate per 4 settimane coinvolgendo una troupe di oltre 70 professionisti. Nello scenario montano delle dolomiti bellunesi sono state ricostruite due olimpiadi invernali degli anni Sessanta.
Un’impresa non semplice, come racconta Gianluca Cannizzo di Wonder Project: “A Cortina abbiamo ricostruito nel mese di maggio una pista da bob degli anni Sessanta. Per fortuna il territorio era molto presente: Eugenio Monti è ancora vivo nelle menti di tutti i cortinesi”.
“Mancava la neve e mancava la pista – ha spiegato Alessandro Angelini a proposito della scelta di inserire nel film alcune immagini di repertorio. – Ci è venuto naturale innanzitutto per motivi di studio, ma anche perché ha dato credibilità per scenografia e costumi. Queste sono state le prime Olimpiadi trasmesse per la prima volta in mondovisione. Ma c’era usanza di filmare documentari con immagini meravigliose che hanno dato credibilità al film. Con 60 metri di pista a disposizione non potevamo raccontare l’intero percorso e il repertorio ha aiutato”.
“Abbiamo raccontato due olimpiadi invernali in 4 settimane a Cortina a maggio. Non c’era la neve c’erano le margherite, non so come abbiamo fatto!” ha aggiunto Pasotti.
Rosso Volante è una coproduzione Rai Fiction - Wonder Film - Wonder Project, realizzata con il contributo del Fondo per lo sviluppo dell’investimento nel cinema e nell’audiovisivo MiC, con il contributo della Regione del Veneto e il sostegno della Fondazione Veneto Film Commission.