Non è sempre detto che una crisi di coppia sia la fine dell’amore. Lo racconta Amici comuni, il film di Marco Castaldi in onda su Paramount + dal 13 febbraio per San Valentino. Raoul Bova, Francesca Inaudi, Beatrice Arnera e Luca Vecchi sono i protagonisti di questo crocevia di amori che si scontrano ed esplodono, prima di ritrovare un nuovo inaspettato equilibrio.
In Amci comuni Marco (Bova) e Giulia (Inaudi) sono una coppia sposata da anni. Sembrano aver trovato un proprio equilibrio relazionale, ma l’arrivo di Veronica (Arnera) dopo mesi di assenza getta tutti nello scompiglio. È la migliore amica di Giulia e desidera dare a lei e Marco un lieto annuncio: a breve sposerà Claudio (Vecchi), un ragazzo conosciuto solo pochi mesi prima. Durante la cena a quattro improvvisata qualcosa però non torna ed è solo il preludio di una catastrofe annunciata.
La storia si svolge in una Verona luminosa in cui gli ambienti interni della casa di Giulia e Marco si alternano agli spazi aperti offerti dalla città. “Amici Comuni racconta due coppie che non sanno a cosa appigliarsi, dato che le loro relazioni non offrono certezze condivisibili – spiega il regista Marco Castaldi - La quotidianità si altera a causa di un’escalation di situazioni che hanno la loro essenza nella satira e nel romanticismo. Il film ha tante angolazioni quanti sono i punti di vista dei personaggi e la macchina da presa dà dinamismo, favorendo l’immedesimazione da parte dello spettatore”.
In Amci comuni anche le location raccontano le relazioni borghesi dei personaggi e sul piano visivo rispecchiano le situazioni narrate, spiega il regista: “Ognuna è stata scelta dopo una lunga ricerca, perché gli ambienti sono dei personaggi del film e si trasformano seguendo l’evoluzione dei protagonisti plasmandosi fino ad un punto di non ritorno. L’atmosfera di ogni luogo deve trasmettere disagio con toni caldi alternati a colori pastello molto saturi, riflettendo così l’interiorità dei personaggi”.
Verona, città che rimanda all’amore tragico di Romeo e Giulietta, sembra il lugo adatto per raccontare una storia in cui gli amori si intersecano. La maggior parte delle scene si sviluppano in interni. “La casa è la prima ‘spettatrice non pagante’ degli altarini dei nostri eroi”, spiega ancora Castaldi. Mentre le numerose riprese dall’alto del paesaggio effettuate con un drone offrono la veduta di quello che il regista definisce il “campo da gioco” della storia: “Quando si esce dagli interni si deve sì respirare, ma sempre mantenendo alta la tensione, e raccontare gli spazi con un punto di vista zenitale fa sì che l’attenzione sia massima”.
Non mancano poi scene ambientate in località particolarmente caratteristiche che aiutano a definire i contorni narrativi del racconto. Verona, con Cerrea, Corrubio, San Pietro e Legnago soprattutto sono le località scelte per le riprese e alcuni luoghi diventano centrali nell’incontro tra i personaggi, come il Teatro Salieri.
“La Diga del Chievo è stata scelta perché estremamente cinematografica, non è il tipico ponte monumentale. Ha dei colori molto belli ed una struttura molto accattivante. Inoltre, il suono dell’acqua che scorre ci permette di rilassarci nonostante i personaggi stiano combattendo con i propri demoni e questo contrasto rende tutto meno scontato e più viscerale", dice ancora Castaldi.
Nel complesso Amici comuni, dice ancora il regista, “ritrae l’identità della Pianura dei Dogi, tra paesaggi rurali, eccellenze produttive e luoghi iconici come il teatro, le vie del centro e la sede dell’azienda di trasporto pubblico ATV, coinvolta anch’essa nelle riprese”.
Amico comuni è prodotto da Paolo Ansaldi per 102 Distribution, con la partecipazione di TIME MEDIA, UNICORN ed Enrico Fracca. Il film è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Veneto e con il sostegno della Veneto Film Commission.
Il cast tecnico include Vito Frangione alla fotografia, Michelangelo Garrone al montaggio, Gianni Brugnoli alla scenografia e Dominique Christine Brunet ai costumi. La direzione di produzione è affidata a Francesca Caciula e Francesco Incognito, con Dimitri Sassone nel ruolo di organizzatore generale. La produttrice esecutiva è Maria Pia Billi.