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Enrica Capra: L'Age d'Or, film straordinario iniziato quasi come un gioco

16-05-2026 Carmen Diotaiuti Tempo di lettura: 3 minuti

CANNES – Un’opera nata da un’idea apparentemente fragile, quasi un gioco creativo, ma sostenuta fin dall’inizio da una struttura narrativa molto precisa. Descrive così la coproduzione Francia-Italia che ha inaugurato Cannes Classics, L’Age d’Or di Bérenger Thouin, la produttrice italiana del film Enrica Capra (Graffiti Film). Un progetto sostenuto anche dal Piemonte Film TV Fund, e accolto con entusiasmo dopo la proiezione al Festival. Secondo Capra, uno degli elementi più sorprendenti è stata la reazione immediata del pubblico e della stampa internazionale a Cannes: “La stampa sta iniziando a reagire in maniera meravigliosa. E stiamo ricevendo un riscontro reale non soltanto dal mondo cinefilo, ma anche dal pubblico più generalista”. Il film avrà una distribuzione internazionale importante: Lucky Red in Italia, Pyramid in Francia e Film Boutique per le vendite internazionali. “Penso che il film circolerà molto e creerà attenzione e passaparola”, aggiunge.

Nel raccontare genesi e percorso produttivo Capra descrive il film come “straordinario perché tutto è iniziato come un mix, quasi un gioco, tra materiali d’archivio e riprese live action. Però la storia era molto forte e la sceneggiatura esisteva già. Non era semplicemente un approccio cinefilo di montare materiali diversi o fare qualcosa di sperimentale”. La produttrice ha spiegato come, nonostante la solidità del progetto, durante il percorso ci fosse comunque una forte componente di incertezza sul risultato finale. “Nessuno era davvero sicuro del risultato finale. Poi ieri tutti hanno visto il film e penso davvero che sia un traguardo importante. Siamo ovviamente molto felici”.

Nel suo intervento, Capra ha sottolineato il ruolo decisivo del sostegno piemontese durante lo sviluppo e la realizzazione del progetto: “IL’Age d’Or è stato sostenuto dalla Film Commission e dal fondo regionale piemontese. Tantissime persone piemontesi hanno lavorato al film. Quindi un applauso anche alla Regione e alla Film Commission per questo progetto”. Infine, Capra ha ricordato l’esperienza umana della lavorazione e il rapporto instaurato con il territorio piemontese, su cui si sono svolte parte delle riprese che hanno coinvolto sia Torino che diversi comuni limitrofi - AglièCollegno Savigliano – coinvolti grazie alla rete regionale di FCTP. A Torino, in particolare, sono stati interessati dalle riprese il Teatro e Palazzo Carignano, il Museo del Risorgimento, i Docks Dora, l’Istituto San Giuseppe, il Circolo Canottieri Armida, unitamente alla chiesa di Borgo Cornalese, al Villaggio Leumann, alla Certosa di Collegno, al Castello Provana di Collegno, al Castello Ducale di Aglié, al Castello di Virle e al Museo Ferroviario di Savigliano. “È stato meraviglioso. Tutti sono stati molto grati per come la troupe è stata accolta e per tutti è stata un’esperienza davvero molto bella”.

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