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‘I casi di Teresa Battaglia - Figlia della cenere’, Udine diventa il nuovo paesaggio emotivo della profiler

02-10-2026 Vania Amitrano Tempo di lettura: 8 minuti

Dalle atmosfere innevate delle prime due stagioni la fiction Rai I casi di Teresa Battaglia – Figlia della cenere, terza stagione della saga tratta dai romanzi di Ilaria Tuti, si sposta al paesaggio urbano del centro di Udine, con toni più caldi, ma non privi di quell’aspetto naturalistico che aveva caratterizzato la serie in precedenza. Dal 12 ottobre Elena Sofia Ricci riprende i panni della profiler Teresa Battaglia, ruvida, ferita, ma sempre determinata a scoprire la verità che risiede dietro i personaggi che popolano le sue indagini.

Dalla neve all’acqua: è questo l’elemento che questa volta secondo il regista Kiko Rosati, alla guida della terza stagione della serie, domina nel racconto delle vicende di Teresa Battaglia. Al di là del caso criminale che occupa la stagione e degli stereotipi classici del crime, gli otto episodi in quattro serate di Figlia della cenere sviluppano una storia più complessa, che si prende il tempo di approfondire i suoi personaggi, il loro passato e il loro attuale ambito più privato.

I casi di Teresa Battaglia  - Figlia della cenere

Nonostante i primi sintomi dell’Alzheimer comincino a preoccuparla, Teresa Battaglia (Elena Sofia Ricci), profiler della polizia di Udine, riprende il suo lavoro con un nuovo terribile caso di omicidio. Nel sito del Biarzo, lungo il corso del Natisone, è stato rinvenuto il cadavere di un uomo a cui sono state amputate le falangi delle dita. La polizia accorre sul luogo del rinvenimento e comincia le sue indagini. A capo della squadra scientifica questa volta c’è Serena (Sara Drago), Teresa la raggiunge sulla scena, è il primo incontro tra due personaggi dal carattere molto forte e deciso. Mentre procedono le indagini di Teresa e dei suoi assistenti, gli ispettori Massimo Marini (Giuseppe Spata) e Giacomo Parisi (Gianluca Gobbi), intorno al passato e ai familiari della vittima, altri omicidi con le medesime modalità catturano l’attenzione della polizia che comincia quindi ad indagare su un possibile serial killer. Al tempo stesso Teresa si trova a lottare anche con i suoi personali mostri interiori. L’Alheimer da tenere a bada e soprattutto il ritorno a Udine del suo ex marito Sebastiano (Maurizio Donadoni), che l’aveva quasi uccisa e le ha reso impossibile avere figli.

Un nuovo paesaggio emotivo

I casi di Teresa Battaglia – Figlia della cenere, scritto da Donatella Diamanti, Carlo Carlei, Mario Cristiani, Valerio D’Annunzio, Vittoria Benedetti e Giovanna Koch, sceglie di esplorare il panorama umano più intimo dei personaggi. Elena Sofia Ricci soprattutto sottolinea che “Teresa non vive degli amori regolari, normali, come siamo abituati a pensare; l'amore in questa serie è declinato in tutt’altri modi e soprattutto passa per il rispetto”.

Uno degli amori che si sviluppa ancora di più in questa stagione è quello che riguarda il rapporto tra Teresa e il più giovane ispettore Massimo Marini. Ricci parla proprio di un affetto che lega i due pari a quello di una madre verso un figlio, sempre con le modalità schiette, dirette e a volte brutali che caratterizzano la profiler, ma non prive di quel sincero calore della mentore desiderosa di far emergere tutto il potenziale del suo erede morale.

Un’altra forma d’amore che ne I casi di Teresa Battaglia – Figlia della cenere viene maggiormente sviluppata è quella che lega Teresa alle altre donne. Se verso gli uomini Teresa nutre una sorta di atteggiamento belligerante, costantemente in lotta per i propri diritti, per il riconoscimento delle proprie competenze e in difesa della propria libertà, verso le donne la profiler nutre tutt’altro genere di sentimenti. Con esse Teresa instaura naturalmente un rapporto di vicinanza, comprensione ed empatia difficile da rilevare altrove. È così soprattutto con la nuova arrivata, la dottoressa Serena della scientifica, con la quale, a dispetto delle apparenze, definisce subito una comunione di intenti, fondata sul rispetto e su un sodalizio professionale diverso da quello che ha con qualsiasi altro suo collega.

Il luoghi de I casi di Teresa Battaglia – Figlia della cenere

Rispetto alle due stagioni precedenti ne I casi di Teresa Battaglia – Figlia della cenere (scheda set) la protagonista resta la donna ruvida, sprezzante, diretta e soprattutto libera conosciuta in precedenza, ma questa volta l’accento, oltre ad essere posto sugli aspetti più personali di lei soprattutto, cade sulle imperfezioni tanto della donna quanto del contesto che la circonda, conferendo alla fiction un aspetto meno patinato del solito.

A ciò contribuiscono anche gli ambienti. La Udine de I casi di Teresa Battaglia – Figlia della cenere è una cittadina dall’aspetto molto umano, immersa in una dimensione che riesce ad avvicinare i personaggi tra loro e in questo modo a mostrarne anche il privato, in un modo che sembra contrastare il clima e i colori più algidi della storia, specie delle stagioni precedenti.

“Le prime due stagioni sono state fatte in montagna, la neve e la natura erano quasi protagoniste. Questa volta abbiamo deciso di accettare un’altra grande sfida. Abbiamo sfruttato la città che ospita i nostri protagonisti, Udine, che è molto bella, interessante, misteriosa, è un bel teatro per una storia”, dice il regista Kiko Rosati.

Sono numerose e suggestive le riprese dall’alto della cittadina, colta soprattutto nel suo centro. Pizza della Libertà cattura l’attenzione con il gotico veneziano della Loggia del Lionello vista dall’alto, la Torre dell’Orologio, la colonna della Serenissima e la fontana del Carrara. La Questura nella serie trova la sua sede esterna presso l’ingresso della facoltà di Economia, mentre alcune delle scene sono ambientate lungo i canali della Roggia. Il sito naturalistico del Biarzo lungo il corso del Natisone invece ospita le scene dei crimini analizzati nella serie.

“Abbiamo raccontato sia Udine che tantissimi paesi posti intorno a questa bellissima città e in questo ci ha aiutato tanto anche la Film Commission del Friuli Venezia Giulia – sottolinea la produttrice Verdiana Bisio - Abbiamo scoperto un territorio incredibile. Abbiamo visto laghi, fiumi, boschi e un territorio prezioso spesso anche tutelato dalle fondazioni con cui abbiamo avuto anche a che fare e che lo proteggono”.

Per Leonardo Ferrara, responsabile Rai Fiction, “nella collana di libri il paesaggio è uno stato d'animo, in ogni storia c'è un mood. Nella prima stagione avevamo la neve, nella seconda avevamo il bosco, in questa stagione abbiamo l'acqua. Nella prossima che stiamo scrivendo c’è l'elemento del lago. Il paesaggio è proprio un elemento narrativo fondante della serie”.

Infine Elena Sofia Ricci aggiunge un dettaglio interessante sulle location: “Ci tengo a dire che oltre alle meraviglie della natura del Friuli in questa serie vedrete un capolavoro artistico, la Basilica di Aquileia, qualcosa da togliere il fiato per la sua bellezza. Lavorare in quell’ambiente non è semplicissimo, perché si tratta di un bene molto delicato che va trattato in un certo modo e noi abbiamo avuto tutte le possibilità di poterlo esaltare. Questa è la nostra Italia, un'Italia delle volte anche poco conosciuta”.

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