Fondata in epoca etrusca, l’antica Saenae divenne città romana, tanto da vantare una leggenda secondo la quale i due figli di Remo, Ascanio e Senio, scappati da Roma per sfuggire allo zio Romolo, avrebbero fondato la città (e portato con sé la statua della lupa con i gemelli, poi divenuta simbolo di Siena). La realtà storica invece ci dice che Saena Iulia fu colonia romana dall’epoca di Ottaviano Augusto.
Sin dall’Alto Medioevo Siena divenne sede diocesana, spesso in contrasto con Arezzo per questioni di confine, che in età longobarda re Liutprando risolse a favore di Arezzo. Dopo il passaggio ai carolingi, la città fu retta da conti, e dal XII secolo la crescente importanza commerciale la pose in concorrenza con Firenze e la avvicinò allo Stato della Chiesa, che spesso si affidò a prestiti di banchieri senesi. Anche in seguito, Siena scelse la fazione ghibellina in contrasto con la Firenze guelfa, che riuscì a sconfiggere nella celebre battaglia di Montaperti (1260). Il successivo Governo dei Nove, di fazione guelfa, fece della Repubblica di Siena una precoce democrazia, frenata prima dalla peste del 1348 e poi dall’assedio di Carlo V d’Asburgo (1555), che la cedette proprio ai Medici. Dopo la fine della dinastia medicea (1737), Siena passò agli Asburgo-Lorena fino al 1799 e, dopo l’età napoleonica, nel 1859 fu la prima città toscana annessa al Regno d’Italia.
Il suo aspetto, in gran parte ancora medievale, rende il suo centro storico di un fascino assoluto.
Dominata da piazza del Campo, su cui si affacciano il palazzo Pubblico, con l’alta torre del Mangia - dal nomignolo dell'antico campanaro e poi automa, eliminato nel 1798 -, diversi palazzi nobiliari e la Fonte Gaia, che Jacopo della Quercia decorò a inizio ‘400, la città si sviluppa in maniera radiale attorno ad essa.
Il palazzo, con il Museo civico al suo interno, conserva ambienti e affreschi di grande prestigio, tra cui quelli di Simone Martini (Maestà, Guidoriccio da Fogliano), di Ambrogio Lorenzetti (Allegoria del Buono e del Cattivo Governo).
Fonte Gaia, invece, è l’esemplare più famoso del sistema dei “bottini”, che permisero a Siena l’approvvigionamento idrico pur in mancanza di un fiume, attraverso un sistema di canali sotterranei (circa 25 km) che hanno condotto l’acqua in città dalle colline circostanti.
L’altro basilare polo medievale è quello legato alla cattedrale, a cui pertengono, oltre al duomo dedicato all’Assunta, in forme romanica e nella caratteristica bicromia bianco-nera, il battistero di San Giovanni, il vecchio battistero (oggi noto come cripta), il moncone dell’ampliamento della stessa cattedrale, poi interrotto a causa della peste del 1348, il Museo dell’Opera del Duomo.
All’interno di questo complesso così articolato, si conservano capolavori assoluti della storia dell’arte, come il pavimento, il pulpito di Giovanni Pisano, la vetrata e la Maestà di Duccio da Buoninsegna, affreschi romanici, il fonte battesimale a cui collaborarono Lorenzo Ghiberti, Donatello e Jacopo della Quercia.
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