Dio ride, diretto da Giovanni Veronesi e da lui scritto con Nicola Baldoni, Gianluca Bernardini , Nicola Deorsola con la collaborazione di Paolo Portone e Jean Jacques Ilunga, è liberamente ispirato a fatti realmente accadeduti, narra la storia di un frate che predica un Vangelo vicino al popolo e mette al centro la libertà e il rapporto tra l'uomo e il potere attraverso la storia di un frate che, con la forza della sua umanità, cambia la vita delle persone che incontra.
Quest'uomo è Frate Leopoldo da Casamacchia (Pierfrancesco Favino), un uomo che parla di Dio come nessuno aveva fatto prima di lui: mentre la Chiesa predica in latino, Fra Leopoldo racconta il Vangelo con una gioia contagiosa portando, a chi lo ascolta, sollievo e speranza. Parla di un Dio vicino agli uomini capace anche di ridere insieme a loro. Il caso finisce nelle mani della Santa Inquisizione e Papa Innocenzo X (Carlo Cecchi) lo affida al cardinale Maculani (Silvio Orlando), il più autorevole inquisitore del suo tempo, colui che ha spinto all'abiura Galileo Galilei. Quello che nasce come un processo si trasforma in un confronto inatteso, destinato a mettere in discussione convinzioni che sembravano incrollabili. Mentre il destino di Leopoldo sembra ormai segnato, quello di Maculani e di chi come lui è stato colto dal dubbio prendono direzioni inattese. Perché si può spegnere una voce ma non ciò che quella voce ha lasciato negli altri.
Il film è stato girato tra Roma e la Toscana, in spazi che hanno restituito le atmosfere del '600.
Le prime scene riprendono un convento colpito dalle peste e avvolto dalle fiamme. Frate Leopoldo cerca di portare in salvo il suo priore (Paolo Rossi). Il suo viaggio coinvolge alcuni territori naturalistici della Toscana, tra cui la cosiddetta "valle del diavolo", A Sud di Larderello, nei pressi di Volterra; il Castello della Chiocciola, nei pressi di Staggia, dove ruba una gallina per soddisfare il desiderio del suo superiore morente; i bagni di San Filippo, area termale di Castiglione d'Orcia, dove il frate lava il suo priore ormai deceduto, le campagne tra Colle di Val d’Elsa e Monte San Savino.
Il monastero dove Fra Leopoldo bussa per chiedere asilo è la Badia Camaldolese, situato in località Montebradoni a Volterra, mentre a Montingegnoli, suggestivo borgo fantasma situato a Radicondoli (Siena), sono rinchiuse "quelle che hanno perso il lume". Ci si sposta a Pistoia, nel palazzo Civico per le fasi del processo.
Le scene in cui è presente Papa Innocenzo mostrano una piazza San Pietro ancora spoglia del suo imponente colonnato, ma la residenza del pontefice è ricostruita a Palazzo dei Priori a Viterbo: è qui, nella sala Regia, che Maculani chiede al Papa di spostare il processo di Casamacchia a Roma. Piazza Pia, ai piedi di Castel Sant'Angelo è il set dell'epilogo.
La fotografia è a cura di Maurizio Calvesi, la scenografia di Carmine Guarino, i costumi sono di Carlo Poggioli, il trucco di Alessandra Vita, le acconciature di Rodolfo Sifari, le musiche sono firmate da Paolo Buonvino e il casting da Nicola Deorsola.
Leggi anche:
Dio ride, diretto da Giovanni Veronesi e da lui scritto con Nicola Baldoni, Gianluca Bernardini , Nicola Deorsola con la collaborazione di Paolo Portone e Jean Jacques Ilunga, è liberamente ispirato a fatti realmente accadeduti, narra la storia di un frate che predica un Vangelo vicino al popolo e mette al centro la libertà e il rapporto tra l'uomo e il potere attraverso la storia di un frate che, con la forza della sua umanità, cambia la vita delle persone che incontra.
Quest'uomo è Frate Leopoldo da Casamacchia (Pierfrancesco Favino), un uomo che parla di Dio come nessuno aveva fatto prima di lui: mentre la Chiesa predica in latino, Fra Leopoldo racconta il Vangelo con una gioia contagiosa portando, a chi lo ascolta, sollievo e speranza. Parla di un Dio vicino agli uomini capace anche di ridere insieme a loro. Il caso finisce nelle mani della Santa Inquisizione e Papa Innocenzo X (Carlo Cecchi) lo affida al cardinale Maculani (Silvio Orlando), il più autorevole inquisitore del suo tempo, colui che ha spinto all'abiura Galileo Galilei. Quello che nasce come un processo si trasforma in un confronto inatteso, destinato a mettere in discussione convinzioni che sembravano incrollabili. Mentre il destino di Leopoldo sembra ormai segnato, quello di Maculani e di chi come lui è stato colto dal dubbio prendono direzioni inattese. Perché si può spegnere una voce ma non ciò che quella voce ha lasciato negli altri.
Il film è stato girato tra Roma e la Toscana, in spazi che hanno restituito le atmosfere del '600.
Le prime scene riprendono un convento colpito dalle peste e avvolto dalle fiamme. Frate Leopoldo cerca di portare in salvo il suo priore (Paolo Rossi). Il suo viaggio coinvolge alcuni territori naturalistici della Toscana, tra cui la cosiddetta "valle del diavolo", A Sud di Larderello, nei pressi di Volterra; il Castello della Chiocciola, nei pressi di Staggia, dove ruba una gallina per soddisfare il desiderio del suo superiore morente; i bagni di San Filippo, area termale di Castiglione d'Orcia, dove il frate lava il suo priore ormai deceduto, le campagne tra Colle di Val d’Elsa e Monte San Savino.
Il monastero dove Fra Leopoldo bussa per chiedere asilo è la Badia Camaldolese, situato in località Montebradoni a Volterra, mentre a Montingegnoli, suggestivo borgo fantasma situato a Radicondoli (Siena), sono rinchiuse "quelle che hanno perso il lume". Ci si sposta a Pistoia, nel palazzo Civico per le fasi del processo.
Le scene in cui è presente Papa Innocenzo mostrano una piazza San Pietro ancora spoglia del suo imponente colonnato, ma la residenza del pontefice è ricostruita a Palazzo dei Priori a Viterbo: è qui, nella sala Regia, che Maculani chiede al Papa di spostare il processo di Casamacchia a Roma. Piazza Pia, ai piedi di Castel Sant'Angelo è il set dell'epilogo.
La fotografia è a cura di Maurizio Calvesi, la scenografia di Carmine Guarino, i costumi sono di Carlo Poggioli, il trucco di Alessandra Vita, le acconciature di Rodolfo Sifari, le musiche sono firmate da Paolo Buonvino e il casting da Nicola Deorsola.
Leggi anche:
Indiana Production, Piperfilm, Ogi Film, Netflix
Nel cuore del ‘600 c’è un uomo che parla di Dio come nessuno aveva fatto prima di lui: è Frate Leopoldo da Casamacchia. Mentre la Chiesa predica in latino, Fra Leopoldo racconta il Vangelo con una gioia contagiosa portando, a chi lo ascolta, sollievo e speranza. Parla di un Dio vicino agli uomini capace anche di ridere insieme a loro. Il suo messaggio si diffonde di villaggio in villaggio, conquistando il cuore di migliaia di persone che iniziano a seguirlo ovunque, mentre le chiese si svuotano. Quel clamore arriva fino a Roma e l’eco di quella voce ha un suono pericoloso per chi ormai governa attraverso la paura; Papa Innocenzo X decide di affidare il caso al cardinale Maculani, il più autorevole inquisitore del suo tempo. Quello che nasce come un processo si trasforma in un confronto inatteso, destinato a mettere in discussione convinzioni che sembravano incrollabili. Mentre il destino di Leopoldo sembra ormai segnato, quello di Maculani e di chi come lui è stato colto dal dubbio prendono direzioni inattese. Perché si può spegnere una voce ma non ciò che quella voce ha lasciato negli altri.
Desideri essere cancellato? Scrivi a: info@italyformovies.it
Desideri essere cancellato? Scrivi a: info@italyformovies.it