Dio ride, diretto da Giovanni Veronesi e da lui scritto conNicola Baldoni, Gianluca Bernardini , Nicola Deorsola con la collaborazione di Paolo Portone e Jean Jacques Ilunga, è liberamente ispirato a fatti realmente accadeduti, narra la storia di un frate che predica un Vangelo vicono al popolo e mette al centro la libertà e il rapporto tra l'uomo e il potere attraverso la storia di un frate che, con la forza della sua umanità, cambia la vita delle persone che incontra.
Il film è stato girtao in parte a Roma e prevalentemente in Toscana. Per restuire le atmosfere del racconto, il regista Giovanni Veronesi ha scelto gli spazi medievali di Siena (Piazza del Campo), Volterra (Badia Camaldolese), Colle di Val d’Elsa, Monte San Savino e Pistoia (Palazzo Comunale).
La fotografia è a cura di Maurizio Calvesi, la scenografia di Carmine Guarino, i costumi sono di Carlo Poggioli, il trucco di Alessandra Vita, le acconciature di Rodolfo Sifari, le musiche sono firmate da Paolo Buonvino e il casting da Nicola Deorsola.
Dio ride, diretto da Giovanni Veronesi e da lui scritto conNicola Baldoni, Gianluca Bernardini , Nicola Deorsola con la collaborazione di Paolo Portone e Jean Jacques Ilunga, è liberamente ispirato a fatti realmente accadeduti, narra la storia di un frate che predica un Vangelo vicono al popolo e mette al centro la libertà e il rapporto tra l'uomo e il potere attraverso la storia di un frate che, con la forza della sua umanità, cambia la vita delle persone che incontra.
Il film è stato girtao in parte a Roma e prevalentemente in Toscana. Per restuire le atmosfere del racconto, il regista Giovanni Veronesi ha scelto gli spazi medievali di Siena (Piazza del Campo), Volterra (Badia Camaldolese), Colle di Val d’Elsa, Monte San Savino e Pistoia (Palazzo Comunale).
La fotografia è a cura di Maurizio Calvesi, la scenografia di Carmine Guarino, i costumi sono di Carlo Poggioli, il trucco di Alessandra Vita, le acconciature di Rodolfo Sifari, le musiche sono firmate da Paolo Buonvino e il casting da Nicola Deorsola.
Indiana Production, Piperfilm, Ogi Film, Netflix
Nel cuore del ‘600 c’è un uomo che parla di Dio come nessuno aveva fatto prima di lui: è Frate Leopoldo da Casamacchia. Mentre la Chiesa predica in latino, Fra Leopoldo (Pierfrancesco Favino) racconta il Vangelo con una gioia contagiosa portando, a chi lo ascolta, sollievo e speranza. Parla di un Dio vicino agli uomini capace anche di ridere insieme a loro. Il suo messaggio si diffonde di villaggio in villaggio, conquistando il cuore di migliaia di persone che iniziano a seguirlo ovunque, mentre le chiese si svuotano. Quel clamore arriva fino a Roma e l’eco di quella voce ha un suono pericoloso per chi ormai governa attraverso la paura; Papa Innocenzo X (Carlo Cecchi) decide di affidare il caso al cardinale Maculani (Silvio Orlando), il più autorevole inquisitore del suo tempo. Quello che nasce come un processo si trasforma in un confronto inatteso, destinato a mettere in discussione convinzioni che sembravano incrollabili. Mentre il destino di Leopoldo sembra ormai segnato, quello di Maculani e di chi come lui è stato colto dal dubbio prendono direzioni inattese. Perché si può spegnere una voce ma non ciò che quella voce ha lasciato negli altri.
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