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‘Buen camino’, il viaggio di Checco Zalone dalla ricchezza materiale a quella spirituale

22-12-2025 Vania Amitrano Tempo di lettura: 5 minuti

Siamo partiti chiedendoci chi è Checco oggi”, spiega il regista Gennaro Nunziante, tornato a girare un nuovo film con Checco Zalone, Buen Camino, dopo la pausa di Tolo Tolo  (2020). Una sfida che vede nuovamente insieme Luca Medici e Nunziante alla scrittura e alla realizzazione di quello che si annuncia essere un nuovo incasso da record al botteghino di Natale, dopo i successi di Quo Vado? (2016), Sole a catinelle (2013), Che bella giornata (2011) e Cado dalle nubi (2009).

Buen camino

In Buen camino Checco Zalone (Luca Medici) questa volta è ricco, anzi ricchissimo. O meglio, è figlio di un imprenditore ricchissimo il cui impero gli assicura una posizione privilegiata garzie al quale può concedersi ogni lusso senza dover mai lavorare. Lo incontriamo in una delle sue tante ville - e nemmeno la più grande - in Costa Smeralda. Sei auto di lusso, un gigantesco yatch, una piscina con affaccio sul mare cristallino della Sardegna, una schiera di filippini al suo servizio, una giovane e bellissima fidanzata messicana e pure una finta piramide a grandezza naturale sullo sfondo come ambientazione per il suo prossimo party: quella di Checco è una vita agiata e comodissima e sembra davvero che questa volta non possa desiderare altro.

Ma un evento sconvolge la sua esistenza ricca di ogni bene materiale: sua figlia diciassettenne Cristal (Letizia Arnò) è sparita e Checco, mosso da un remoto e assai sopito senso paterno, decide di andarla a cercare. Va a Roma, ma della ragazza non c’è traccia a casa della madre, così Checco riesce facilmente a corrompere la migliore amica di Cristal, che vive in un quartiere di periferia della Capitale, per farsi rivelare dove si trova.

Cristal, sebbene minorenne, ha deciso di intraprendere il cammino dei pellegrini verso Santiago di Compostela: 800 chilometri da percorrere a piedi alla ricerca di un senso per la sua vita. Checco non esita un attimo e a bordo della sua Ferrari rossa parte per sottrarre la figlia a quella follia nel minor tempo possibile. Ma la caparbietà della ragazza è ben più tenace di quanto lui pensasse e Checco è costretto a seguirla attraverso sentieri assolati, montagne fredde e piovose, passando per piccoli paesi sperduti, mangiando quel che capita e dormendo in ostelli fatiscenti e carichi di pellegrini assai poco raffinati, supportato solo dalla delicata presenza di Alma (Beatriz Arjona), la sola che riesce a fare da ponte sull’incomunicabilità che separa i due mondi del padre e della figlia.

Abbiamo pensato che il cammino di Santiago potesse rappresentare veramente qualcosa di completamente stridente con la vita di Checco – spiega Nunziante alla presentazione a Roma di Buen camino - Lui nella sua vita si considera Dio, la ricchezza ha sostituito lo spirito. Abbiamo voluto giocare su questo elemento di contrapposizione tra la ricchezza materiale e il cammino immateriale che Checco inizialmente cerca di intraprendere in Ferrari”.

Il viaggio di Zalone

Spostandosi di paese in paese, la troupe di Buen camino ha realmente percorso il cammino verso Santiago, in un viaggio che li ha portati a vivere un’esperienza anche personale e intima. Tanto che Zalone, nonostante scherzi sul cibo spagnolo da lui poco apprezzato, dice che volentieri tornerebbe a percorrere il cammino per davvero, non da attore durante la lavorazione di un film.

Scopri qui le locartion di Buen camino

Unendo tanta comicità, soprattutto quella scorretta da contrappasso tipica del personaggio di Checco Zalone, ad una analisi umana sul rapporto padre – figlia e in generale sulla vera ricchezza della vita con un pizzico - quanto basta - di spiritualità mai ridondante, Buen camino restituisce un viaggio di formazione leggero eppure toccante. Mentre gli ampi paesaggi suggestivi curati dalla fotografia di Massimiliano Kuveiller, tanto in Italia quanto in Spagna, accolgono l’energia di un racconto che ha il sapore di una divertente favola contemporanea.

L'elemento più importante di ogni uomo è misurarsi con l'ignoto – sottolinea Nunziante - Una commedia non dà risposte, ma procura dubbi, perché mentre le certezze sono volgari è nel dubbio che si cresce”.

Il prossimo film dopo Buen caminoChecco Zalone chiude con le idee chiare: "Lo dico pubblicamente, vorrei fare qualcosa in Italia. Perché sì, bello, bello questo Cammino, però è una fatica enorme doversi spostare in Spagna, che è una bellissima terra, ma si mangia veramente male, ho il colesterolo a 350. Quindi, se qualcosa faremo in futuro, lo faremo in maniera più comoda in Italia, vicino Bari".

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