Ketticè, presentato in Concorso al 79° Locarno Film Festival, restituisce un ritratto intimo e senza filtri degli adolescenti, raccontando la complessa ricerca della propria identità e quel momento della vita in cui le amicizie diventano il primo spazio reale in cui imparare a definirsi. Il film, scritto e diretto da Giovanni Tortorici, è ambientato nella Palermo degli anni 2010, in un'epoca quasi immobile, che segna una frattura generazionale ancora più profonda tra genitori e figli accentuata dal massicio avvento dei social.
Le riprese di Ketticè, che vedono coinvolti soprattutto attori giovanissimi, si sono svolte in diverse zone della città di Palermo, tra cui il palazzo nobiliare di piazzetta Speciale (Palazzo Raffadali), Piazza Casa Professa, il campetto di calcio Ribolla, il quartiere Borgo Vecchio, oltre a scuole, discoteche e altri luoghi urbani.
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Le riprese di Ketticè, che vedono coinvolti soprattutto attori giovanissimi, si sono svolte in diverse zone della città di Palermo, tra cui il palazzo nobiliare di piazzetta Speciale (Palazzo Raffadali), Piazza Casa Professa, il campetto di calcio Ribolla, il quartiere Borgo Vecchio, oltre a scuole, discoteche e altri luoghi urbani.
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Frenesy, The Apartment, PiperFilm, Memo Films, Rai Cinema, First Pictures
Palermo, 2012. Giulio ha sedici anni e la sua vita si divide tra scuola, motorini, i primi amori, Facebook e le serate con gli amici. Con i genitori la comunicazione è quasi inesistente: sembra che parlino due lingue completamente diverse. Tutto cambia quando incontra Ketty, una ragazza imprevedibile che vive senza condizionamenti. Insieme a lei, Giulio si ritrova a vivere un intero anno scolastico intenso e fuori dal tempo. Intorno a loro, il mondo degli adulti continua a parlare, ma sembra aver perso del tutto la capacità di ascoltare davvero. È tra i coetanei che Giulio cerca il proprio posto, e in particolare nel legame esclusivo con Ketty, che diventa un rifugio sicuro, lontano dagli sguardi e dai giudizi dei grandi.