La salita, opera prima di Massimiliano Gallo, prende spunto da due storie vere avvenute nel 1983: il trasferimento di alcune detenute presso il carcere minorile di Niside e l'impegno di Eduardo De Filippo, nominato senatore a vita, a favore dei ragazzini reclusi nel carcere minorile di Nisida e nel Filangieri e nell'istituzione del teatro nel carcere. Mescolando realtà e finzione, personaggi reali e immaginati, il film racconta l’incontro fra un giovane detenuto di Nisida e una detenuta del femminile di Pozzuoli che vivono insieme per la prima volta l’esperienza del teatro, costruendo un affresco di sentimenti e passioni, ambientato nel carcere minorile di una Napoli di 40 anni fa, lontana e diversa ma in fondo anche molto simile a quella di oggi.
Location principale del film, dove si svolge la maggior parte del film è il carcere minorile di Nisida, che porta il nome dell'isola su cui sorge, confine naturale che delimita due golfi, nel comune di Napoli, ma alcune riprese si sono svolte anche a Santa Maria Capua a Vetere. Nelle riprese panoramiche che nostrano gli esterni del carcere, la macchina da presa si sofferma sullo scoglio del levante, formazione rocciosa situata di fronte all’isola di Nisida
La scena della presentazione alla stampa del progetto di Eduardo De Filippo su un laboratorio teatrale con i detenuti carcere, alla presenza del sindaco, di De Filippo e dei novelli attori, si svolge nell’atrio di Palazzo San Giacomo, storica sede del Municipio partenopeo, da dove parte la scala a doppia rampa che porta ai piani superiori: sul pianerottolo è ben visibile il busto di Marianna a cape e Napule che, durante i moti di Masaniello del XVII secolo, divenne l'emblema della città.
La salita, opera prima di Massimiliano Gallo, prende spunto da due storie vere avvenute nel 1983: il trasferimento di alcune detenute presso il carcere minorile di Niside e l'impegno di Eduardo De Filippo, nominato senatore a vita, a favore dei ragazzini reclusi nel carcere minorile di Nisida e nel Filangieri e nell'istituzione del teatro nel carcere. Mescolando realtà e finzione, personaggi reali e immaginati, il film racconta l’incontro fra un giovane detenuto di Nisida e una detenuta del femminile di Pozzuoli che vivono insieme per la prima volta l’esperienza del teatro, costruendo un affresco di sentimenti e passioni, ambientato nel carcere minorile di una Napoli di 40 anni fa, lontana e diversa ma in fondo anche molto simile a quella di oggi.
Location principale del film, dove si svolge la maggior parte del film è il carcere minorile di Nisida, che porta il nome dell'isola su cui sorge, confine naturale che delimita due golfi, nel comune di Napoli, ma alcune riprese si sono svolte anche a Santa Maria Capua a Vetere. Nelle riprese panoramiche che nostrano gli esterni del carcere, la macchina da presa si sofferma sullo scoglio del levante, formazione rocciosa situata di fronte all’isola di Nisida
La scena della presentazione alla stampa del progetto di Eduardo De Filippo su un laboratorio teatrale con i detenuti carcere, alla presenza del sindaco, di De Filippo e dei novelli attori, si svolge nell’atrio di Palazzo San Giacomo, storica sede del Municipio partenopeo, da dove parte la scala a doppia rampa che porta ai piani superiori: sul pianerottolo è ben visibile il busto di Marianna a cape e Napule che, durante i moti di Masaniello del XVII secolo, divenne l'emblema della città.
Panamafilm, F.A.N., Rai Cinema
Napoli. 1983. A causa di alcune lesioni dovute al bradisismo il carcere femminile di Pozzuoli viene chiuso e le detenute smistate provvisoriamente in altre strutture penitenziarie della Regione. Alcune di queste vengono momentaneamente ospitate presso il Carcere minorile di Nisida. Intanto, Eduardo De Filippo, nominato senatore a vita, si reca più volte a Nisida, contribuisce alla ristrutturazione del Teatro del carcere e impianta una scuola di scenotecnica e una di recitazione, inviando gli attori della sua compagnia per mettere in scena il primo spettacolo teatrale in un Istituto penitenziario minorile italiano.