Scritto e diretto da Emanuela Piovano con collaborazioni alla sceneggiatura di Cristina Borsatti, Céline Gailleurd, Olivier Bohler, Finale:Allegro è un film che attraversa l’amore, la perdita, la memoria e il corpo, tenendo lo sguardo aperto sulla libertà e sulla vulnerabilità.
Tratti dal libro L’età ridicola di Margherita Giacobino, il film è stato girato a Torino tra marzo e aprile 2024 per circa 6 settimane, con una troupe di quasi 50 professionisti locali. Tra i luoghi delle riprese piazza Vittorio Veneto: è da qui che si accede al palazzo sotto i portici dell’appartamento di Karina, la protagonista interpretata da Barbara Bouchet. Una sosta in taxi in notturna mostra una prospettiva della piazza che permette di vedere la Chiesa della Gran Madre di Dio, collegata alla piazza attraverso il ponte Vittorio Emanuele I, che scavalca il Po.
Nelle sue passeggiate l’anziana donna percorre piazza Castello, il lungopo Antonelli, il parco del Valentino e il suo castello, visibile in un fotogramma quando Karina siede su una panchina, e la società Canottieri di Armida, che si trova sempre all’interno del parco cittadino. Con l’amico Max (Luigi Diberti) Karina attraversa anche i giardini Sambuy, in piazza Carlo Felice, di fronte alla stazione di Torino Porta Nuova.
La vita di carina ha uno scossone quando una giovane collaboratrice domestica entra nella sua quotidianità. Suliko ha un passato ingombrante e misterioso ma si rivela una ventata di aria fresca per l’anziana donna, con la quale ha qualche scontro. Uno di questi ha come epilogo il crocevia antistante la Chiesa del Santissimo Redentore, concessa alla comunità ortodossa e dedicata a San Massimo, tra via Don Giovanni Cocchi e strada Val San Martino. Suliko è anche un’abile pattinatrice, nel film la si vede più volte volteggiare nella pista del Palazzo del ghiaccio Tazzoli. Sarà anche grazie al suo aiuto che Karina scoprirà che anche a un passo dal finale può esistere un nuovo inizio.
Scritto e diretto da Emanuela Piovano con collaborazioni alla sceneggiatura di Cristina Borsatti, Céline Gailleurd, Olivier Bohler, Finale:Allegro è un film che attraversa l’amore, la perdita, la memoria e il corpo, tenendo lo sguardo aperto sulla libertà e sulla vulnerabilità.
Tratti dal libro L’età ridicola di Margherita Giacobino, il film è stato girato a Torino tra marzo e aprile 2024 per circa 6 settimane, con una troupe di quasi 50 professionisti locali. Tra i luoghi delle riprese piazza Vittorio Veneto: è da qui che si accede al palazzo sotto i portici dell’appartamento di Karina, la protagonista interpretata da Barbara Bouchet. Una sosta in taxi in notturna mostra una prospettiva della piazza che permette di vedere la Chiesa della Gran Madre di Dio, collegata alla piazza attraverso il ponte Vittorio Emanuele I, che scavalca il Po.
Nelle sue passeggiate l’anziana donna percorre piazza Castello, il lungopo Antonelli, il parco del Valentino e il suo castello, visibile in un fotogramma quando Karina siede su una panchina, e la società Canottieri di Armida, che si trova sempre all’interno del parco cittadino. Con l’amico Max (Luigi Diberti) Karina attraversa anche i giardini Sambuy, in piazza Carlo Felice, di fronte alla stazione di Torino Porta Nuova.
La vita di carina ha uno scossone quando una giovane collaboratrice domestica entra nella sua quotidianità. Suliko ha un passato ingombrante e misterioso ma si rivela una ventata di aria fresca per l’anziana donna, con la quale ha qualche scontro. Uno di questi ha come epilogo il crocevia antistante la Chiesa del Santissimo Redentore, concessa alla comunità ortodossa e dedicata a San Massimo, tra via Don Giovanni Cocchi e strada Val San Martino. Suliko è anche un’abile pattinatrice, nel film la si vede più volte volteggiare nella pista del Palazzo del ghiaccio Tazzoli. Sarà anche grazie al suo aiuto che Karina scoprirà che anche a un passo dal finale può esistere un nuovo inizio.
Kitchenfilm, Making Movies & Events, Testukine, Nocturnes Productions
Karina ha avuto successo, amori difficili e una vita intensa. Ora vive sola con il suo pianoforte e il gatto Veleno, convinta di aver già deciso cosa fare del tempo che le resta. Ma il passato torna a bussare, una giovane collaboratrice domestica entra nella sua quotidianità, e l’amore impossibile per Elena chiede ancora spazio. Tra imprevisti e piccoli tradimenti, Karina scopre che anche a un passo dal finale può esistere un nuovo inizio.