Nata come città romana nel III a.C., fu un importante centro tra nord e sud della penisola, in epoca bizantina fece parte della Pentapoli marittima, insieme a Pesaro, Fano, Senigallia e Ancona. Tra Medioevo e Rinascimento divenne feudo e poi signoria dei Malatesta, anche se tra i due momenti fu libero comune.
Dopo la caduta dei Malatesta, a inizio Cinquecento, Rimini passò sotto il controllo dello Stato Pontificio, fino all’ingresso di Napoleone nel febbraio 1797 e infine, nel 1860, l’annessione al Regno di Sardegna e quindi al Regno d’Italia.
Il luogo che nell’epoca romana fu il Foro e in età comunale la piazza del Comune è ancora oggi il centro nevralgico della città, come piazza Cavour. Qui sorgono, infatti il romanico-gotico palazzo dell’Arengo e il trecentesco palazzo del Podestà.
Della città romana, invece, restano l’arco di Augusto e il ponte di Tiberio, che furono anche modelli per il Rinascimento
All’epoca dei Malatesta, infatti, risale non solo Castel Sismondo, ma soprattutto il celeberrimo Tempio Malatestiano (1447-1450), sorta di “contenitore” classicheggiante che ingloba al suo interno la chiesa francescana di XIII secolo, realizzato da Leon Battista Alberti e decorato da Piero della Francesca.
Famosa per la sua zona litoranea e per i suoi stabilimenti balneari, Rimini vide nel 1843 l’inaugurazione del primo “Stabilimento privilegiato dei Bagni Marittimi”, che riprendeva il modello di analoghe città europee. Oggi la zona dedicata ai bagni, a nord e a sud della Darsena e del Molo è lunga 16 chilometri ed è una delle più apprezzate in Italia.
Rimini nel mondo del cinema è indissolubilmente legata a Federico Fellini, che non solo è nato qui ma che ha celebrato la sua città “a distanza”, girando nei teatri di posa romani e in altri luoghi della Capitale, come appare evidente sia ne I vitelloni (1953) che in Amarcord (1973).
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