Posta all’estremità occidentale dell’Emilia-Romagna, tra Lombardia, Piemonte e Liguria, Placentia nacque nel 218 a.C., insieme a Cremona, come avamposto romano in Gallia Cisalpina durante le guerre contro le popolazioni galliche e contro Annibale.
Attraversata dalla via Emilia e collegata alle grandi vie fluviali del Po, la città assunse un ruolo fondamentale negli scambi economici tra l’Italia e l’Europa continentale. Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, Piacenza passò sotto il dominio degli Ostrogoti, dei Bizantini e, infine, dei Longobardi.
Nel Basso Medioevo fu un importante comune e nel XII secolo aderì alla Lega Lombarda contro l’imperatore Federico Barbarossa. La sua posizione lungo la via Francigena le permise di acquisire un rilevante prestigio economico e religioso. Sorsero così ospedali e chiese che contribuirono allo sviluppo urbano e alla prosperità cittadina.
Tra XIII e XIV secolo si alternarono al governo della città diverse famiglie, tra cui gli Scotti e i Visconti di Milano. Nel corso del Quattrocento Piacenza entrò nell’orbita del ducato milanese, seguendone le vicende politiche fino al 1545, quando papa Paolo III Farnese istituì il Ducato di Parma e Piacenza, assegnandolo al figlio Pier Luigi Farnese.
La città, così, prima sotto i Farnese e poi sotto i Borbone, si arricchì di nuovi edifici religiosi, palazzi nobiliari e opere pubbliche che ne trasformarono il volto. Nel periodo napoleonico fu incorporata nell’Impero francese, quindi tornò sotto i Borbone e nel 1848 fu tra le prime città italiane a votare l’annessione al Regno di Sardegna, assumendo il titolo di “Primogenita d’Italia”.
Il cuore di Piacenza è rappresentato dalla scenografica piazza Cavalli, che deve il nome alle seicentesche statue equestri in bronzo di Alessandro e Ranuccio Farnese, realizzate da Francesco Mochi, capolavoro della scultura barocca. Sulla piazza si affaccia il duecentesco palazzo Gotico, sede del comune, caratterizzato dall’elegante alternanza di marmo rosa e cotto. Tra i monumenti religiosi di maggiore rilievo la cattedrale di Santa Maria Assunta e Santa Giustina, edificata a partire dal 1122 e considerata uno dei più importanti esempi di architettura romanica dell’Italia settentrionale. Al suo interno si conservano importanti affreschi, sculture e decorazioni realizzate tra Medioevo e Rinascimento. Di particolare interesse è la decorazione della cupola, affrescata nel Seicento da Ludovico Carracci e dai suoi collaboratori.
Si segnalano, infine, il cinquecentesco palazzo Farnese, ideato da Vignola, e il settecentesco teatro municipale.
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