Posta a nord-ovest dell’odierna Emilia-Romagna e lungo la via Emilia, il suo nome potrebbe derivare dalla stirpe etrusca Parmnie o dallo scudo rotondo-ellittico romano, parma o parmula.
Fondata dagli etruschi già per Tito Livio, Parma divenne romana nel 183 a.C. e nei secoli medievali fu longobarda, franca e poi, dal XII secolo, libero comune fedele all’impero di Federico Barbarossa. Da ghibellina passò anche ad essere di parte guelfa, per poi essere sottoposta al ducato di Milano (1346-1447), con i Visconti, gli Sforza e i francesi, sconfitti nel 1521 dallo Stato pontificio e il Regno di Spagna.
Fu così che nel 1545, grazie a Paolo III Farnese (1534-1549) che lo fondò, Parma diventò la capitale del ducato di Parma e Piacenza (1545-1859), fino all’annessione al Regno di Sardegna e al successivo Regno d’Italia. In quei tre secoli, il potere passò dai Farnese ai Borbone e nel 1735 Carlo I di Spagna, figlio di Filippo V e di Elisabetta Farnese, dovette cedere il ducato all’impero.
Fu in quell’occasione che i grandi tesori artistici dei Farnese, arrivati dal palazzo romano a Parma, vennero trasferiti a Napoli, dove Carlo I andò a vivere come re di Napoli, e dove sono tutt’ora, principalmente tra Museo Archeologico Nazionale e Museo di Capodimonte.
Tra le grandi emergenze storico-architettoniche della città, la piazza del Duomo, capolavoro dell’arte romanica con cattedrale e battistero, in cui si conservano rispettivamente la famosa Deposizione di Benedetto Antelami (1178) e il ciclo dei mesi.
La cupola della cattedrale venne affrescata nel terzo decennio del Cinquecento da Correggio, che la decorò pochi anni dopo di quella della chiesa di San Giovanni Evangelista, in cui si conserva anche una preziosa biblioteca. Del grande pittore Parma conserva, nel convento benedettino di San Paolo, anche il ciclo della Camera della Badessa, dipinto con putti e motivi mitologici per l’appartamento della badessa Giovanna da Piacenza, che a inizio secolo si trasformò in un circolo di intellettuali e umanisti.
La Galleria Nazionale di Parma, allestita nel palazzo della Pilotta, costruito per Ottavio Farnese tra 1580 e 1610, conserva altri capolavori di Correggio e del suo più grande allievo, Parmigianino, il cui massimo capolavoro a pochi chilometri da Parma, nel Castello di Fontanellato.
Tra gli altri grandi artisti presenti nel museo, ci sono Beato Angelico, Canaletto, Cima da Conegliano, El Greco, Guercino, Leonardo da Vinci e Sebastiano del Piombo.
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