L’antica Regium Lepidi, fondata dai Romani nel II a.C., fu intitolata al console Marco Emilio Lepido, che nel 187 a.C. promosse la costruzione della via Emilia, lungo la quale è situata Reggio Emilia, tra Parma e Modena.
Prima dell’epoca romana, quando fu inserita nella rete della Gallia Cisalpina, fu abitata da popolazioni liguri, etrusche e galliche.
Passata agli Ostrogoti, nel V secolo, dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, la città fu poi bizantina e longobarda. Nel Basso Medioevo si costituì libero comune e nel XII secolo aderì alla Lega Lombarda schierata contro l’imperatore Federico Barbarossa. Il territorio reggiano fu inoltre strettamente legato alla figura di Matilde di Canossa, una delle personalità più influenti dell’Europa medievale, i cui possedimenti si estendevano su gran parte dell’Appennino emiliano e furono teatro di alcuni tra gli episodi più significativi della lotta per le investiture. Sebbene il celebre incontro tra papa Gregorio VII ed Enrico IV si svolgesse nel castello di Canossa, il nome di Reggio Emilia rimase profondamente legato a quella stagione storica che segnò i rapporti tra potere religioso e potere imperiale.
Dopo un periodo di dominio dei Visconti di Milano, la città entrò nell’orbita degli Estensi, beneficiando dei rapporti con Ferrara, Modena e le principali corti italiane.
Il 7 gennaio 1797 Reggio Emilia entrò per sempre nella storia d’Italia poiché nel corso del Congresso della Repubblica Cispadana riunito nel palazzo Comunale, adottò per la prima volta il Tricolore verde, bianco e rosso, che le vale ancora oggi il titolo di “Città del Tricolore”.
Tra le principali emergenze monumentali spicca piazza Prampolini, sulla quale si affacciano la Cattedrale di Santa Maria Assunta, edificata a partire dall’XI secolo e rimaneggiata in epoche successive, il palazzo Comunale e il palazzo del Monte. Poco distante sorge la Basilica della Ghiara, costruita XVI e XVII secolo, capolavoro dell’arte della Controriforma e celebre per i suoi affreschi seicenteschi realizzati da pittori della scuola dei Carracci, tra cui Lionello Spada, Alessandro Tiarini, Sisto Badalocchio e Luca Ferrari.
Si segnalano, inoltre, la settecentesca piazza Fontanesi e l'ottocentesco teatro municipale oggi intitolato a Romolo Valli.
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