Situata lungo la via Emilia, tra Bologna e Rimini, Forlì è una delle città storiche della Romagna. Il suo nome deriva dall’antico Forum Livii, il centro romano fondato nel II a.C., tradizionalmente attribuito a Gaio Livio Salinatore.
Abitato già in epoca preromana da popolazioni umbre e galliche, il centro fu organizzato dai romani dopo la conquista della Gallia Cisalpina, divenendo un attivo centro agricolo e commerciale.
In epoca altomedievale, la città passò prima sotto gli Ostrogoti e quindi i Bizantini, entrando a far parte dell’Esarcato di Ravenna. Fu coinvolta nelle contese tra autorità imperiale e pontificia, consolidando progressivamente la propria autonomia comunale.
Dal XII secolo Forlì fu uno dei più importanti centri ghibellini dell’Italia centro-settentrionale e, dal XIV secolo, fu governata dalla famiglia Ordelaffi, che la trasformò in una signoria e ne favorì lo sviluppo urbanistico e architettonico. Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento emerse la figura di Caterina Sforza, contessa di Forlì e Imola, figlia naturale del duca di Milano Galeazzo Maria Sforza, tra le personalità più affascinanti del Rinascimento italiano. Caterina governò il territorio con energia e abilità politica, opponendosi a lungo alle mire espansionistiche di Cesare Borgia.
Con la conquista borgiana e il ritorno sotto il controllo pontificio, Forlì rimase parte dello Stato della Chiesa fino all’età napoleonica e all’unità d’Italia. Nel XIX secolo la città partecipò ai moti risorgimentali e conobbe una graduale modernizzazione economica e urbanistica, mentre durante il ventennio fascista, complice il fatto di essere la città natale del dittatore Benito Mussolini, vennero realizzati numerosi edifici pubblici razionalisti.
Oggi, però, oltre questi interventi, a Forlì resta il tessuto urbanistico di origine medievale e rinascimentale, a partire da piazza Aurelio Saffi, che costituisce il cuore della città. Su di essa si affacciano il palazzo Comunale, sorto dopo l’anno Mille e più volte rimaneggiato nei secoli seguenti, e l’abbazia di San Mercuriale, uno dei più importanti monumenti romanici della Romagna. Il suo campanile, alto oltre 70 metri, rappresenta uno degli elementi più riconoscibili del profilo urbano forlivese.
Tra gli edifici più significativi figurano, inoltre, la Rocca di Ravaldino, legata alla resistenza di Caterina Sforza contro i Borgia, e il complesso dei Musei di San Domenico, ospitato nell’antico convento domenicano del Duecento, che conserva raccolte archeologiche, artistiche e storiche che documentano l’evoluzione del territorio forlivese dall’antichità all’età contemporanea.
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