Le riprese di Alla Festa della Rivoluzione di Arnaldo Catinari, film storico ambientato negli Anni '20 liberamente ispirato all’omonimo saggio di Claudia Salaris, sono durate circa sette settimane, tra il 21 ottobre e fino al 6 dicembre 2024, e si sono svolte nel Friuli Venenzia Giulia e hanno coinvolto circa 20 maestranze regionali nei vari reparti, insieme ad oltre 700 presenze di figurazioni generiche.
In particolare i set hanno toccato Udine e dintorni, con location a piazza Libertà, Palazzo D’Aronco, piazza XX Settembre e Palazzo Kechler, via Verdi e la loggia del Lionello, il Chiostro della Basilica della Beata Vergine delle Grazie, e in residenze storiche private come Villa Giacomelli a Pradamano e Villa Pace a Tapogliano. Ricreati nel Palazzo del Comune di Udine sia il Palazzo del Governatorato di Fiume che gli uffici di D'Annunzio. Riprese anche a Trieste - presso il Palazzo Carciotti, l’hotel Double Tree by Hilton e nei sotterranei di Palmanova - e a Gorizia, alla Sala degli Stati Provinciali del Castello.
“Abbiamo avuto una disponibilità massima dalla Friuli Venezia Giulia Film Commission, che voglio ringraziare - ha sottolineato il Arnaldo Catinari -. Il Palazzo del Governatorato di Fiume lo abbiamo ricreato nel Palazzo del Comune di Udine, che ci è stato messo completamente a disposizione. È un edificio perfetto anche dal punto di vista architettonico, perché più o meno è coevo all’esperienza fiumana. È stata una grandissima opportunità, è un grande vantaggio riuscire a concentrare in un’unica location moltissime scene, anche gli uffici di D’Annunzio li abbiamo girati lì”.
Per la realizzazione del film la produzione ha beneficiato del supporto logistico e del contributo della Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG.
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In particolare i set hanno toccato Udine e dintorni, con location a piazza Libertà, Palazzo D’Aronco, piazza XX Settembre e Palazzo Kechler, via Verdi e la loggia del Lionello, il Chiostro della Basilica della Beata Vergine delle Grazie, e in residenze storiche private come Villa Giacomelli a Pradamano e Villa Pace a Tapogliano. Ricreati nel Palazzo del Comune di Udine sia il Palazzo del Governatorato di Fiume che gli uffici di D'Annunzio. Riprese anche a Trieste - presso il Palazzo Carciotti, l’hotel Double Tree by Hilton e nei sotterranei di Palmanova - e a Gorizia, alla Sala degli Stati Provinciali del Castello.
“Abbiamo avuto una disponibilità massima dalla Friuli Venezia Giulia Film Commission, che voglio ringraziare - ha sottolineato il Arnaldo Catinari -. Il Palazzo del Governatorato di Fiume lo abbiamo ricreato nel Palazzo del Comune di Udine, che ci è stato messo completamente a disposizione. È un edificio perfetto anche dal punto di vista architettonico, perché più o meno è coevo all’esperienza fiumana. È stata una grandissima opportunità, è un grande vantaggio riuscire a concentrare in un’unica location moltissime scene, anche gli uffici di D’Annunzio li abbiamo girati lì”.
Per la realizzazione del film la produzione ha beneficiato del supporto logistico e del contributo della Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG.
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1919. Nell’incandescente clima politico che precede il fascismo, Beatrice, una determinata spia al servizio della Russia, è a Fiume il giorno in cui il vate ed eroe di guerra Gabriele D’Annunzio dà il via alla sua rivoluzione visionaria. Ma proprio durante la festa d’insediamento si trova coinvolta in un attentato alla vita del Poeta-Guerriero. Scoprire quali sono i nemici della rivoluzione è di prioritaria importanza: per Beatrice che è lì per proteggere D’Annunzio, per Pietro, il capo dei servizi segreti italiani combattuto tra dovere e ideali, e per Giulio, un medico, disertore della Grande Guerra, vicino agli ambienti anarchici. Sullo sfondo di una rivoluzione che intende cambiare il mondo, le vite di Beatrice, Pietro e Giulio si intrecciano rivelando una realtà in cui intrighi politici, amori impossibili e vendette private collideranno finendo per modellare non solo il loro destino ma anche quello di Fiume, di D’Annunzio e dell’Italia, che all’alba degli anni 20 si trova ad un bivio cruciale tra dittatura e rivoluzione.