Presentato nella sezione Zibaldone del 43° Torino Film Festival, Avemmaria segna il debutto alla regia dello scrittore e attore Fortunato Cerlino. Il film, tratto dalla sua autobiografia “Se vuoi vivere felice” (edita da Einaudi nel 2018), è ambientato negli anni '80 nel quartire Painura, sobborgo della periferia di Napoli, soprannominato il "Far West", ed è stato girato tra San Giorgio a Cremano ed Ercolano.
Avemmaria è una storia di formazione che racconta l'infanzia di Felice e la sua lotta per emanciparsi dal contesto di povertà e violenza in cui è immerso. Felice però è solo un bambino e l’unica strada che può percorrere per evadere da quel mondo disfunzionale è aggrapparsi tenacemente ai suoi sogni, resistendo a tutto, perfino al disincanto.
Presentato nella sezione Zibaldone del 43° Torino Film Festival, Avemmaria segna il debutto alla regia dello scrittore e attore Fortunato Cerlino. Il film, tratto dalla sua autobiografia “Se vuoi vivere felice” (edita da Einaudi nel 2018), è ambientato negli anni '80 nel quartire Painura, sobborgo della periferia di Napoli, soprannominato il "Far West", ed è stato girato tra San Giorgio a Cremano ed Ercolano.
Avemmaria è una storia di formazione che racconta l'infanzia di Felice e la sua lotta per emanciparsi dal contesto di povertà e violenza in cui è immerso. Felice però è solo un bambino e l’unica strada che può percorrere per evadere da quel mondo disfunzionale è aggrapparsi tenacemente ai suoi sogni, resistendo a tutto, perfino al disincanto.
Ventottodieci Produzioni, Moving Milano, Red Private, Europictures, Rai Cinema
Felice vive in due stanze buie col padre Raffaele, che ha appena perso il lavoro, sua madre Antonietta, con pochi anni, troppi figli e un lutto da elaborare, nonna Filomena, una donna perennemente vestita di nero e soffocata dal rancore, tre fratelli e un quinto in arrivo. A Pianura, come in tutte le province del mondo, soprattutto quando sei povero, essere bambini o sognatori è uno stigma. Da quelle parti, “Chi è nato tondo nun pò murí quadrato”. Con queste premesse un ragazzino dell’età di Felice ha due destini possibili: essere sopraffatto dalle logiche della miseria e la violenza o avere fede nei suoi sogni.
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