Posta a circa 50km a nord da Bologna, lungo la direttrice per Venezia, Ferrara è uno dei più importanti centri dell’Emilia. Fondata all’epoca delle invasioni barbariche, nell’Alto Medioevo passò dall’influenza bizantina a quella longobarda (metà VIII sec.), e quindi sotto i Franchi e poi all’interno del Sacro Romano Impero. Di fazione guelfa nel XII secolo, dal XIII vide l’affermarsi, tra le grandi famiglie nobiliari, degli estensi a partire da Azzo VI d’Este.
Nel 1438 era ormai un centro così rilevante, persino dotato di università sin dal 1391, da essere scelto come sede del Concilio di Basilea-Ferrara-Firenze (1431-1445).
Nel 1559, insieme a Modena e Reggio, andò a costituire il ducato Estense, e nel 1598 entrò nello Stato Pontificio attraverso la devoluzione di Ferrara, che poi ne segnò la decadenza tra ‘600 e ‘700. Ha poi seguito le vicende napoleoniche e quindi del Regno d’Italia.
L’immagine odierna di Ferrara è legata soprattutto alla seconda metà del ‘400, quando Borso d’Este promosse la bonifica delle zone paludose ed Ercole I d’Este realizzò la cosiddetta Addizione Erculea per la quale si avvalse dell’architetto Biagio Rossetti. A questa fase si devono il famoso palazzo dei Diamanti, caratterizzato da bugne “a diamante” a cui deve il nome, le mura e il sistema di vie ortogonali che si andarono a sommare a quelle irregolari d’età medievale culminanti nel castello estense di San Michele, realizzato a fine Trecento. L’altra grande emergenza architettonica medievale è rappresentata dalla cattedrale di San Giorgio, realizzata in forme romaniche alla metà del XII secolo e con un celebre protiro gotico in facciata aggiunto nel secolo seguente.
Uno dei massimi capolavori dell’arte ferrarese è, infine, quella che conserva la massima rappresentazione della sua scuola pittorica quattrocentesca: palazzo Schifanoia. L’edificio, voluto da Borso d’Este nel 1471, in occasione della nomina a duca da parte di papa Paolo II Barbo (1464-71), conserva un ciclo di affreschi zodiacali e con le attività umane nei singoli mesi dell’anno, rimasti coperti dal 1598 al 1820-1840, quando vennero descialbati. Il programma iconografico fu stilato dall’intellettuale di corte Pellegrino Prisciani e i lavori furono diretti da Cosmè Tura con interventi di Francesco del Cossa, Ercole de’ Roberti e altri artisti.
Ferrara è indissolubilmente legata anche al cinema, sopratuttto perché vi è stato ambientato Il giardino dei Finzi Contini di Vittorio De Sica (1970), pellicola che vinse Orso d'Oro a Berlino e Oscar come miglior film straniero.
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