La Roma elastica di Bertrand Mandico è lo sfondo dell'ultima esperienza cinematografica di Eddie Mars (Marion Cotillard), attrice americana ormai al tramonto e malata che accetta di recitare in un film di fantascienza dai toni pulp di due registe italiane (Martina Scrinzi e Agnese Claisse).
"Nel film Roma non è come ci si aspetterebbe. Gli ambienti urbani sono in realtà i resti monumentali dei set di Cinecittà che si ergono maestosi tra i capannoni degli studios. Si potrebbe dire che sono andato lì per filmarne il riflesso nascosto: i sotterranei, i muri dimenticati. La scena nei seminterrati di Cinecittà l’ho girata a Nizza, nell’ex sede IBM costruita dall’architetto brutalista Breuer" spiega il regista.
Il set ricreato da Bertrand Mandico a Cinecittà ha ambienti surreali e decadenti, fatto di colori acidi e statue in rovina che circondano i personaggi. Negli studi romani di via Tusconalana il set reale della storia si confonde con quello dell’assurdo film che la protagonista Eddie sta andando a girare e descrive un universo cinematografico che tenta di risorgere dalle macerie di un cinema del passato un tempo glorioso e ora ridotto alla sola esasperazione di una estetica che esalta il cattivo gusto.
"Abbiamo girato anche nelle architetture fasciste del quartiere EUR. L’abbiamo raccontato come se fosse un set ricostruito, finto e inquietante. In qualche modo ho lavorato al film componendolo come un collage, ma alla fine emerge comunque la verità di Roma: un luogo di stratificazioni e sovrapposizioni".
Oltre che a Roma, il film ha alcune riprese in Francia: la scena nei seminterrati di Cinecittà è stata girata a Nizza, nell’ex sede IBM costruita dall’architetto brutalista Breuer, mentre la scene nello studio televisivo con Ornella Muti è stata girata di giorno nel vero Tempio di Diana a Nîmes.
Girato interamente in pellicola 35mm e immerso in atmosfere italo-disco, il film rende omaggio al cinema italiano degli anni ’70 e ’80 evocando l’immaginario di Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Elio Petri e Bernardo Bertolucci.
La Roma elastica di Bertrand Mandico è lo sfondo dell'ultima esperienza cinematografica di Eddie Mars (Marion Cotillard), attrice americana ormai al tramonto e malata che accetta di recitare in un film di fantascienza dai toni pulp di due registe italiane (Martina Scrinzi e Agnese Claisse).
"Nel film Roma non è come ci si aspetterebbe. Gli ambienti urbani sono in realtà i resti monumentali dei set di Cinecittà che si ergono maestosi tra i capannoni degli studios. Si potrebbe dire che sono andato lì per filmarne il riflesso nascosto: i sotterranei, i muri dimenticati. La scena nei seminterrati di Cinecittà l’ho girata a Nizza, nell’ex sede IBM costruita dall’architetto brutalista Breuer" spiega il regista.
Il set ricreato da Bertrand Mandico a Cinecittà ha ambienti surreali e decadenti, fatto di colori acidi e statue in rovina che circondano i personaggi. Negli studi romani di via Tusconalana il set reale della storia si confonde con quello dell’assurdo film che la protagonista Eddie sta andando a girare e descrive un universo cinematografico che tenta di risorgere dalle macerie di un cinema del passato un tempo glorioso e ora ridotto alla sola esasperazione di una estetica che esalta il cattivo gusto.
"Abbiamo girato anche nelle architetture fasciste del quartiere EUR. L’abbiamo raccontato come se fosse un set ricostruito, finto e inquietante. In qualche modo ho lavorato al film componendolo come un collage, ma alla fine emerge comunque la verità di Roma: un luogo di stratificazioni e sovrapposizioni".
Oltre che a Roma, il film ha alcune riprese in Francia: la scena nei seminterrati di Cinecittà è stata girata a Nizza, nell’ex sede IBM costruita dall’architetto brutalista Breuer, mentre la scene nello studio televisivo con Ornella Muti è stata girata di giorno nel vero Tempio di Diana a Nîmes.
Girato interamente in pellicola 35mm e immerso in atmosfere italo-disco, il film rende omaggio al cinema italiano degli anni ’70 e ’80 evocando l’immaginario di Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Elio Petri e Bernardo Bertolucci.
Atelier de Production, Redibis Film, Dugong Films
Ambientato negli anni Ottanta, il film è la storia di un’attirce che arriva a Roma per girare il suo ultimo film. Ispirato dall’immaginario della cinematografia italiana e dei set dell’antica Roma di Cinecittà, il film gioca tra nostalgia, l’omaggio e la riflessione meta-cinematografica.