Tratto dall'omonimo romanzo di Federica Angeli, 40 Secondi di Vincenzo Alfieri, prodotto da Eagle Pictures, è ispirato alla vicenda reale di Willy Monteiro Duarte, il giovane ucciso a Colleferro il 6 settembre 2020 dopo aver difeso un amico durante una lite. Il film ripercorre le 24 ore che precedono il tragico evento: un intreccio di incontri, tensioni e scelte che porteranno all’irreparabile. Nonostante unisca elementi di finzione ai fatti reali, il film ha un taglio quasi documentaristico, in cui si parla di ragazzi, di noia, di realtà di provincia, con codici, musica e il linguaggio dei ventenni.
"Quando ho letto il libro di Federica Angeli ho avuto un’epifania, subito nelle prime pagine la scrittrice si pone un interrogativo: Willy e i suoi assassini come avranno cominciato la giornata che li ha portati alla loro fine? Avranno fatto colazione, abbracciato le loro famiglie, saranno andati al lavoro e adempiuto alla loro solita routine?" dichiara il regista. "Perché questa storia parla soprattutto di ragazzi qualunque. Non è una storia criminale, ma di dolore. Una storia di persone come tutti noi".
Le riprese della durata di circa di sette settimane e si sono svolte tra Roma e dintorni, in particolare nel comune di Guidonia Montecelio. Alcune immagini mostrano il borgo di Toffia, che sorge ai piedi del monte degli Elci in provincia di Rieti, il cui profilo è reso inconfondibile dalla Chiesa di Santa Maria Nova che si erge nel punto più alto del paese. Una parte della storia si svolge presso il parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, dove si trova la necropoli in cui lavora Maurizio (Francesco Gheghi).
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Tratto dall'omonimo romanzo di Federica Angeli, 40 Secondi di Vincenzo Alfieri, prodotto da Eagle Pictures, è ispirato alla vicenda reale di Willy Monteiro Duarte, il giovane ucciso a Colleferro il 6 settembre 2020 dopo aver difeso un amico durante una lite. Il film ripercorre le 24 ore che precedono il tragico evento: un intreccio di incontri, tensioni e scelte che porteranno all’irreparabile. Nonostante unisca elementi di finzione ai fatti reali, il film ha un taglio quasi documentaristico, in cui si parla di ragazzi, di noia, di realtà di provincia, con codici, musica e il linguaggio dei ventenni.
"Quando ho letto il libro di Federica Angeli ho avuto un’epifania, subito nelle prime pagine la scrittrice si pone un interrogativo: Willy e i suoi assassini come avranno cominciato la giornata che li ha portati alla loro fine? Avranno fatto colazione, abbracciato le loro famiglie, saranno andati al lavoro e adempiuto alla loro solita routine?" dichiara il regista. "Perché questa storia parla soprattutto di ragazzi qualunque. Non è una storia criminale, ma di dolore. Una storia di persone come tutti noi".
Le riprese della durata di circa di sette settimane e si sono svolte tra Roma e dintorni, in particolare nel comune di Guidonia Montecelio. Alcune immagini mostrano il borgo di Toffia, che sorge ai piedi del monte degli Elci in provincia di Rieti, il cui profilo è reso inconfondibile dalla Chiesa di Santa Maria Nova che si erge nel punto più alto del paese. Una parte della storia si svolge presso il parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, dove si trova la necropoli in cui lavora Maurizio (Francesco Gheghi).
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Un litigio per un semplice equivoco si trasforma in un pestaggio di una violenza inaudita ai danni di Willy Monteiro Duarte, un ragazzo di 21 anni che, in 40 secondi, viene ucciso. Ispirato a una storia vera, il film ripercorre le 24 ore che precedono il tragico evento, in cui si intrecciano incontri casuali, rivalità e tensioni latenti: un viaggio attraverso la banalità del male che indaga la natura umana e i suoi condizionamenti.
Desideri essere cancellato? Scrivi a: info@italyformovies.it
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