Il tempo è ancora nostro, esordio nel lungometraggio di Maurizio Matteo Merli, che ne firma anche la sceneggiatura, è il primo film italiano ambientato nel mondo del golf e ha raccolto l’interesse della FIG – Federazione Italiana Golf e di importanti realtà che hanno sostenuto il progetto, tra cui Terre dei Consoli, Banca del Fucino, PGAI (The Professional Golfers Association of Italy), Mercedes, Puma, Cobra, Adidas e Srixon, Callaway e Lenergia.
Le Terre dei Consoli a Monterosi (VT) sono il set principale in cui si svolgono le vicende sportive e di riscatto dei protagonisti, due uomini con due vite agli antipodi uniti da un legame antico, nato quando erano poco più che ragazzi, e una passione comune che diventa rifugio e occasione di riscatto: il golf. Sempre in provicia di Viterbo, anche Sutri, con il centro Golf Nazionale di Sutri, è stata teatro della storia. Alcune scene sono state girate anche a Roma.
Molto spesso si associa il golf ad uno sport per pochi, un’attività elitaria riservata solo a uomini facoltosi e totalmente priva di emozioni - spiega il regista Maurizio Matteo Merli - Eppure, parliamo di uno sport che si basa sullo studio minuzioso di una strategia di gioco, sulla precisione. La gestione dello stress e la fatica fisica. Per questo, il golf ci mette a contatto con il nostro lato più intimo, svelando le paure e insicurezze. Nel golf il colpo precedente disegna quello seguente. Metaforicamente, il passato determina il nostro presente ma sta a noi il passo successivo: eviteremo i rischi o saremo disposti ad osare? Ecco che allora questo ‘film sul golf’ diventa una storia di amicizia vera, dove un torneo ci racconta di sogni, delusioni e nuovi punti di vista. Lo sport, da sempre grande aggregatore sociale, diventa qui collante tra generazioni diverse, ceti sociali diversi e portatore di nuove consapevolezze”.
Il tempo è ancora nostro non è solo uno sport, ma uno spazio intimo, quasi silenzioso, in cui i conti con il passato tornano a galla. È lì che i due protagonisti si ritrovano, tra ricordi, errori e seconde possibilità.
“Il golf significa anche opportunità commerciali e promozione dei propri brand, o semplicemente investitori che attraverso il golf e l’attenzione mediatica del momento gli permetteranno di fare impresa. Qui l’idea di accompagnare questo sport arricchendolo di contenuti audiovisivi e realizzando il primo film italiano sul golf, tanto da generare l’interesse della FIG (Federazione Italiana Golf), del CONI e di numerosi brand", dichiara Father&son.
Il tempo è ancora nostro, esordio nel lungometraggio di Maurizio Matteo Merli, che ne firma anche la sceneggiatura, è il primo film italiano ambientato nel mondo del golf e ha raccolto l’interesse della FIG – Federazione Italiana Golf e di importanti realtà che hanno sostenuto il progetto, tra cui Terre dei Consoli, Banca del Fucino, PGAI (The Professional Golfers Association of Italy), Mercedes, Puma, Cobra, Adidas e Srixon, Callaway e Lenergia.
Le Terre dei Consoli a Monterosi (VT) sono il set principale in cui si svolgono le vicende sportive e di riscatto dei protagonisti, due uomini con due vite agli antipodi uniti da un legame antico, nato quando erano poco più che ragazzi, e una passione comune che diventa rifugio e occasione di riscatto: il golf. Sempre in provicia di Viterbo, anche Sutri, con il centro Golf Nazionale di Sutri, è stata teatro della storia. Alcune scene sono state girate anche a Roma.
Molto spesso si associa il golf ad uno sport per pochi, un’attività elitaria riservata solo a uomini facoltosi e totalmente priva di emozioni - spiega il regista Maurizio Matteo Merli - Eppure, parliamo di uno sport che si basa sullo studio minuzioso di una strategia di gioco, sulla precisione. La gestione dello stress e la fatica fisica. Per questo, il golf ci mette a contatto con il nostro lato più intimo, svelando le paure e insicurezze. Nel golf il colpo precedente disegna quello seguente. Metaforicamente, il passato determina il nostro presente ma sta a noi il passo successivo: eviteremo i rischi o saremo disposti ad osare? Ecco che allora questo ‘film sul golf’ diventa una storia di amicizia vera, dove un torneo ci racconta di sogni, delusioni e nuovi punti di vista. Lo sport, da sempre grande aggregatore sociale, diventa qui collante tra generazioni diverse, ceti sociali diversi e portatore di nuove consapevolezze”.
Il tempo è ancora nostro non è solo uno sport, ma uno spazio intimo, quasi silenzioso, in cui i conti con il passato tornano a galla. È lì che i due protagonisti si ritrovano, tra ricordi, errori e seconde possibilità.
“Il golf significa anche opportunità commerciali e promozione dei propri brand, o semplicemente investitori che attraverso il golf e l’attenzione mediatica del momento gli permetteranno di fare impresa. Qui l’idea di accompagnare questo sport arricchendolo di contenuti audiovisivi e realizzando il primo film italiano sul golf, tanto da generare l’interesse della FIG (Federazione Italiana Golf), del CONI e di numerosi brand", dichiara Father&son.
Anno 1989. Stefano ha dodici anni, vive nelle case popolari e ha perso sua madre ed è il figlio di Costantino il giardiniere; Tancredi invece poco più piccolo, di estrazione borghese e orfano di padre. Due mondi estremamente distanti che si intrecciano al punto da diventare un tutt’uno. I due amici, infatti, insieme sognano di giocare a golf sui grandi green dell’European Tour guidati da Costantino, ormai padre putativo anche di Tancredi.
Passano gli anni e i due crescono e si perdono. 2022, Tancredi ha più di quarant’anni, è bello, ricco e dissoluto. Lavora nella finanza. Sembra felice ma la frivolezza della sua vita sta man mano distruggendo la sua famiglia, allontanandolo dalla cosa più preziosa che ha, sua figlia. Stefano, invece, è sempre povero e trasandato. Gli ultimi vent’anni li ha trascorsi tra crisi d’astinenza e comunità di recupero.
La voglia di chiudere i conti con il passato e riconquistare la famiglia faranno “grippare” nuovamente un bastone da golf a Tancredi, dove sarà catapultato in una nuova dimensione fatta di ricordi, voglia di riscatto e amicizie ritrovate. Al suo fianco, prima il “vecchio mentore” Costantino in seguito Stefano, il suo vecchio amico
d’infanzia.
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